“Lo smartphone in classe non funziona come strumento per l’apprendimento ma serve solo a mancare di rispetto agli insegnanti”. Così Adolfo Scotto Di Luzio, professore di Storia della Pedagogia all’Università degli Studi di Bergamo, intervenuto al convegno promosso dalla Gilda degli Insegnanti e dall’Associazione Docenti Art.33 nell’ambito della Giornata Mondiale dell’insegnate.
“La scuola democratica oggi in Italia è profondamente in crisi perché è stata sdradicata dal suo terreno formativo. La scuola nasce per qualificare culturalmente il cittadino mentre oggi é diventata un affare delle famiglie ed è fatalmente destinata a riprodurre le spaccature della società. Altri problemi – aggiunge Scotto Di Luzio – derivano da questa necessità assurda di digitalizzazione che porta all’introduzione dello smartphone in classe che non ha alcuna valenza educativa ma serve soltanto a restituire agli studenti le loro differenze sociali, distrarli e mancare di rispetto agli insegnati. Sicuramente la scuola oggi non ha bisogno di studenti insolenti e distratti”.
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