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Docente precario per 10 anni, prova di resistenza per arrivare al ruolo: vi racconto la mia storia

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March 27, 2025

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  • Vecchioni: “Le parole scompariranno. Oggi i ragazzi ne usano 600, dieci anni fa 6000. Un artista non serve, non fa aumentare Pil” 
  • “Adolescence”, lo psicologo Lancini: “Il problema non sono i social, ma l’assenza di adulti di riferimento, anche a scuola” 

Anni di supplenze e incarichi brevi, spostamenti da una scuola all’altra senza avere la possibilità di stabilirsi in un contesto didattico definitivo, contratti a termine e perenne incertezza. Un contesto comune a migliaia di docenti precari in Italia, raccontato nel libro-testimonianza di Diego Palma.

Le tante fragilità del sistema scolastico italiano e uno sguardo su una realtà troppo spesso trascurata dal dibattito pubblico. La “supplentite” è infatti un fenomeno ormai radicato nella scuola italiana. Troppi contratti a termine ogni anno (circa 200mila), promesse mai rispettate dalla politica e uno Stato che spesso non riesce a garantire un percorso chiaro verso l’assunzione in ruolo.

A quel punto emerge la passione per l’insegnamento che resiste a tutte le condizioni avverse e gli ostacoli e fa credere nella missione educativa, facendo investire al docente energie e buona volontà.

Dalla prima chiamata per una supplenza in Sardegna fino all’agognato ruolo, l’età avanza e l’entusiasmo iniziale può logorarsi. Diego Palma invita a riflettere collettivamente sull’urgenza di rinnovare la scuola, dalle strutture ai programmi formativi, fino alle risorse digitali. Tanto lavoro ancora da fare, eppure si intravede la speranza di riuscire a costruire una scuola all’altezza delle nuove generazioni, tornando ad essere il vero motore di crescita e uguaglianza di cui il Paese ha bisogno. Denuncia e speranza, riflettere e agire, le contrapposizioni raccolte nel libro di Diego Palma.