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Abilitazione TFA falsa, truffate due docenti, una delle quali aveva anche ottenuto incarichi in quattro scuole

Nonostante le campagne di sensibilizzazione messe in atto da Carabinieri e istituzioni per contrastare le truffe, nuovi raggiri continuano a emergere, spesso con modalità sempre più sofisticate. Tra le tante frodi, quella scoperta in un paese in provincia di Napoli che ha colpito due insegnanti, ingannate con la promessa di un accesso facilitato al TFA Sostegno.

Secondo quanto riportato da Fanpage, le due insegnanti, di 41 e 43 anni, desideravano ottenere il titolo per ampliare le proprie opportunità professionali. È stato un uomo di 52 anni, residente in zona, a proporsi come intermediario. Spacciandosi per membro dello staff di un prestigioso ateneo napoletano, ha assicurato alle docenti un’iscrizione senza intoppi, dietro il pagamento di 1.000 euro a testa, ben al di sotto dei 5.500 euro richiesti ufficialmente dal corso.

La truffa è stata orchestrata nei minimi dettagli. Dopo aver ricevuto un primo anticipo in contanti, l’uomo ha inviato alle due vittime un link per accedere a presunte lezioni online e un documento ufficiale, apparentemente autentico, con tanto di timbro e firma del rettore dell’università. Con l’illusione di un percorso regolare, le insegnanti hanno versato ulteriori somme fino a raggiungere l’importo concordato.

Arrivato il momento dell’esame finale, il truffatore ha inscenato una finta sessione di valutazione in videoconferenza, coinvolgendo un complice nel ruolo di docente esaminatore. Al termine del colloquio, entrambe le docenti hanno ricevuto un certificato che attestava il superamento della prova con il massimo dei voti.

Con il documento falso in mano, una delle due insegnanti ha persino ottenuto incarichi in quattro scuole della provincia di Napoli, ignara della frode. Il raggiro è venuto alla luce solo all’inizio di febbraio, quando la segreteria dell’istituto in cui lavorava ha contattato l’università per richiedere ulteriore documentazione ufficiale sul TFA. La risposta è stata chiara: l’abilitazione non esisteva.

Dopo la denuncia ai Carabinieri, le indagini hanno permesso di identificare il responsabile, che è stato denunciato con l’accusa di truffa e falsificazione di documenti.

Redazione

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