Dal 6 febbraio è iniziata Parigi la settimana dell’Intelligenza artificiale che ha il suo culmine nel vertice che si tiene nei giorni 10 e 11 febbraio al Grand Palais. Il Vertice per l’azione sull’IA ha l’obiettivo – questo dice il programma e i documenti di lancio – di stabilire collettivamente le basi scientifiche, le soluzioni e gli standard per un’AI più sostenibile al servizio del progresso collettivo e dell’interesse generale.
Copresieduto dall’India, l’evento si baserà sui passi avanti compiuti al vertice di Bletchley Park del novembre 2023 e al vertice di Seul del maggio 2024 e si avvarrà dell’esperienza di un comitato direttivo che riunisce rappresentanti di circa 30 Paesi e istituzioni internazionali per garantire l’inclusività e la diversità delle prospettive.
I partecipanti cercheranno di raggiungere tre obiettivi principali:
Le riflessioni svolte nell’ambito del Vertice di Parigi sull’IA verteranno su cinque temi principali:
Più di 800 partecipanti (partner pubblici e privati, ricercatori, organizzazioni non governative (ONG) provenienti da 5 continenti) hanno già preso parte ai gruppi di contatto, riunitisi regolarmente dall’estate del 2024.
Tra gli eventi collaterali va segnalata la conferenza internazionale realizzata il 6 e 7 febbraio presso l’Institut Polytechnique de Paris (IP Paris) e dedicata all’esplorazione dell’impatto trasformativo dell’intelligenza artificiale sulla scienza e sulla società. La conferenza ha tentato di esplorare come l’intelligenza artificiale può migliorare la ricerca collaborativa e supportare soluzioni sostenibili, inclusive ed etiche. In questa ottica è stato sottolineato come l’intelligenza artificiale sia diventata uno strumento potente per rafforzare l’intelligenza collettiva e affrontare sfide complesse come il cambiamento climatico, le crisi sanitarie e le disuguaglianze economiche.
I principali argomenti di cui si è discusso sono stati:
Un altro importante evento collaterale si terrà l’11 febbraio a cura del Consiglio d’Europa che ha organizzato il workshop African engagement in global AI governance incentrato sulla promozione dell’impegno africano nella governance globale dell’AI per “rafforzare la cooperazione sulla regolamentazione dell’AI, assicurando che la tecnologia promuova i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto”,
Il filosofo francese Éric Sadin (uno dei maggiori studiosi delle tecnologie digitali e del loro impatto sociale, politico e civile che di recente ha pubblicato i volumi Critica della ragione artificiale. Una difesa dell’umanità – 2019 e Io Tiranno. La società digitale e la fine del mondo comune – 2022) ha scritto che la conferenza di Parigi “si preannuncia come una gigantesca consacrazione propagandistica, che richiederà robusti investimenti pubblici, e dove lo sfarzo e l’apparato contribuiranno a incrementare il valore azionario dei gruppi e delle startup presenti”
Nel suo intervento critico – anticipato da La Lettura del Corriere della sera del 2 febbraio 2025, Sadin ha dedicato anche un ampio spazio al tema scuola e istruzione scrivendo che
“l’istruzione non sarà affatto oggetto di discussione (del vertice ndr), se non per promuovere le piattaforme di IA volte al «monitoraggio personalizzato» degli studenti! Eppure il futuro dei nostri figli, che a questo ritmo non avranno neanche più la necessità di imparare a scrivere, dovrebbe essere la fonte di tutte le nostre preoccupazioni. Il dramma è che nel presente dibattito intervengono esclusivamente le questioni utilitaristiche, con un totale disprezzo per ciò che è essenziale, vale a dire la portata sociale, culturale e civile delle trasformazioni in corso. A dire il vero, su tale fenomeno, che oserei definire tra i più decisivi della storia, la confusione regna suprema, poiché nessuno si è preso la briga di fare chiarezza, come sarebbe necessario.
E così conclude, richiamando il valore simbolico di Parigi: “in realtà l’IA, al di là delle questioni meramente tecniche, deve essere interpretata come il punto nodale di visioni antagoniste del mondo. Da un lato, il capitalismo al suo stadio terminale che, fin dall’inizio, ha sempre considerato l’essere umano una variabile di aggiustamento, svilendo gli individui e devastando il pianeta. Dall’altro, una potente aspirazione a diventare partecipi delle questioni che ci riguardano, a esprimere al meglio le nostre facoltà all’interno di modalità di organizzazione che non danneggino né le persone, né la biosfera. Il 10 febbraio si aprirà il confronto tra queste due visioni. E allora, a Parigi — luogo simbolo della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino — ci auguriamo che la verità emerga finalmente alla luce del giorno”.
E’ proprio per questo motivo che Tecnica della Scuola e il gruppo di ricerca Paths di Indire hanno realizzato il questionario rivolto ai docenti di ogni ordine e grado delle nostre scuole, per affrontare il tema dell’AI applicato alla didattica.
Una ricerca unica in Italia, il primo questionario per gli insegnanti che si stanno cimentando con quello che da molti è visto come lo strumento che caratterizzerà il presente e il futuro della nostra vita, in ogni settore, compresa la scuola.
Tante le ricerche internazionali susseguitesi negli ultimi tempi che hanno cercato di capire se l’intelligenza artificiale può essere utilizzata nella pratica didattica del docente per migliorare l’apprendimento degli studenti.
Grazie all’indagine lanciata da Indire e La Tecnica della Scuola, il docente risponderà a una serie di domande semplici ma pratiche chiarendo qual è il rapporto attuale che vive con l’IA. L’utilizzo di questo strumento, a disposizione di tutti i docenti, può riflettersi sull’apprendimento degli alunni che, in alcuni casi, sembrano essere più avanti dei loro insegnanti nella conoscenza del mezzo.
La ricerca proverà a svelare, con l’aiuto dei partecipanti, quale uso il docente fa dello strumento, se può servire nella pianificazione delle attività didattiche, nell’organizzazione delle attività extra docenza, quanto e in cosa può essere utile per lo studente, i motivi che possono ostacolare (se ci sono) l’utilizzo dell’IA in classe.
I risultati dell’indagine, che si chiuderà il 16 febbraio 2025, saranno pubblicati sul portale della Tecnica della Scuola e sul sito di Indire.
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