Politica scolastica

Appello dalla scuola a Draghi a non dimettersi

Dopo l’appello dei circa 1000 dei sindaci dei comuni italiani e quell’altro di alcune testate importanti della stampa estera, anche la scuola si muove per chiedere a Mario Draghi di rimanere al suo posto e di cercare di comporre il Governo per non lasciare in sospeso le tante riforme che attendono il varo.

Si deve tuttavia anche registrare lo scetticismo di altri intellettuali e osservatori della politica nostrana che sono convinti invece della sua non fondamentale presenza al Governo, considerato che, per un verso avrebbe ben potuto realizzare molto prima le attese riforme, approfittando della cosiddetta unità nazionale, e dall’altro la constatazione che, sfumata la sua elezione a Presidente delle Repubblica, sta cercando, Mario Draghi, l’occasione possibile per lasciare e tornare alle sue più soddisfacenti occupazioni.  

Due visioni critiche che non addossano tuttavia responsabilità precise al Movimento 5Stelle che è stata la causa, per quanto è dato sapere, di questa crisi che sta tenendo in sospeso la Nazione.

In ogni caso, considerato ancora la posta che c’è in gioco, vale a dire le altre trance dei fondi del Pnrr, la pandemia, la siccità, i debiti che bisogna pagare insieme agli interessi dei prestiti le cui aliquote in mancanza di un governo autorevole possono schizzare in alto, insieme allo spread, e considerato ancora che sul tappeto delle riforme che interessano la scuola bisogna non fermarsi, Tuttoscuola, lancia una petizione a Mario Draghi affinché rimanga al suo posto, cercando appunto di comporre un esecutivo che porti a casa ciò che è ancora in sospeso.

Infatti, prima di lanciare l’appello, la testata fa un excursus di ciò che Palazzo Chigi ha realizzato per l’istruzione: “Il MEF ha autorizzato l’assunzione per il 2022-23 di oltre 94mila posti-cattedra, 30 mila in più di quelli annunciati da Bianchi qualche settimana fa. In riferimento al Pnrr, tra i documenti del ministero dell’istruzione, il Piano Scuola 4.0 è quello che tenta una sintesi tra gli spazi, le tecnologie digitali e l’innovazione pedagogico-didattica”, mentre si è in attesa del concorso per dirigente tecnico.

Questo l’appello: 

Egr. Presidente del Consiglio, dott. Mario Draghi,
In questi mesi la Sua azione, autorevole, convinta, qualificata – certamente non facile – non solo ha consentito all’Italia di superare molte criticità esistenti, prospettando un futuro migliore anche per le nuove generazioni, ma ha contribuito anche a ridare dignità e credibilità internazionale all’Italia, mettendo il Paese a riparo da insidie maggiori.


Ora anche il mondo della scuola – gli insegnanti, i presidi, gli studenti e il personale non docente, ma anche i rappresentanti delle università e tanti esperti e studiosi, tutti da sempre impegnati nel tentativo di migliorare il nostro sistema educativo – le chiedono un nuovo sacrificio, quello di restare in carica insieme al suo Governo, confidando anche in un atto di responsabilità delle forze politiche affinché, senza ulteriori indugi, permettano all’esecutivo di continuare a lavorare sui tanti dossier aperti.


Anche la scuola infatti – snodo strategico per il rilancio del Paese – ha ancora bisogno di lei. Non va sprecata la possibilità di sfruttare i fondi del PNRR per riqualificare un sistema che, dopo la pandemia, fatica ancor di più a rimettersi sui binari ed evitare che si perdano in mille rivoli inutili.


Signor Presidente,
tutta la scuola le riconosce l’autorevolezza necessaria per portare avanti la modernizzazione del nostro paese e del mondo dell’educazione. Le tensioni internazionali e interne impongono una necessaria continuità nell’azione di governo, che non può e non deve essere messa a repentaglio. Non deluda quelle migliaia e migliaia di giovani che grazie a Lei stanno ritrovando fiducia nel futuro.


Non deluda le aspettative di milioni di famiglie, di docenti e di dirigenti scolastici che dal PNRR che Lei sta conducendo in porto, insieme ad altre riforme decise in questi mesi, si aspettano nuove condizioni di riscatto sociale e di rilancio dell’azione formativa.


L’Italia ha bisogno di Lei. Milioni di Italiani Le saranno riconoscenti.

Pasquale Almirante

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