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Banchi imbrattati per 9 alunni su 10, il caso: chiede agli Ata di non cancellare un disegno, ma il giorno dopo non c’è più

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April 03, 2025

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Chiunque abbia frequentato la scuola pubblica italiana lo avrà vissuto sulla propria pelle: quasi tutti i banchi delle classi, soprattutto alle superiori, sono “imbrattati” da scritte, disegni, scarabocchi, appunti scritti sul legno. Uno studio di Skuola.net ha cercato di fare una fotografia della situazione.

Secondo il sondaggio effettuato – che ha coinvolto 1.500 alunni di scuole medie e superiori – quasi 9 studenti su 10 sono circondati da banchi “arricchiti” in vario modo. E nel 70% dei casi l’artista è il protagonista stesso del sondaggio, che in 1 caso su 4 si definisce un disegnatore accanito.

Più nel dettaglio, il 49% dei ragazzi raggiunti dall’indagine rivela che praticamente tutte le postazioni sono imbrattate quotidianamente con frasi, appunti per interrogazioni e verifiche, messaggi d’amore, scarabocchi vari. Mentre il 39% dice che gli atti di “vandalismo creativo” sono da imputare solo a una minoranza della classe.

Appena il 6% afferma che la propria classe ci tiene a mantenere pulita l’aula, visto che il restante 6% sostiene che il rispetto per gli arredi è dovuto alla paura di possibili conseguenze disciplinari, altrimenti è facile immaginare che il dato crescerebbe ulteriormente.

Quanto durano le “opere d’arte”?

Ma quanto durano queste piccole “opere d’arte?” Spesso hanno vita breve: è vero che in circa un quarto dei casi (23%) i “lavori” degli studenti vengono cancellati quotidianamente da chi fa le pulizie, senza margine di trattativa. Quasi sempre anche se ci si trova al cospetto di vere e proprie opere d’arte, cosa rara ma verificabile. Come racconta uno studente: “Una mia compagna un giorno aveva fatto un disegno stupendo di una ragazza anime. Ha scritto a lato di non cancellarlo (messaggio per le bidelle) ma il giorno dopo non c’era più”.

Le cose, però, non vanno sempre così. Perché molti sostengono che le scritte, più o meno artistiche, possono resistere anche una settimana (27%), un mese (11%) se non un intero anno scolastico (14%). Per non parlare di quanti – ben 2 su 3 – affermano di aver trovato uno o più banchi già disegnati al primo ingresso in classe, lasciati in eredità dagli alunni che li avevano preceduti. Addirittura, una ragazza ha raccontato di aver trovato “una scritta incisa sul banco risalente all’anno scolastico 99/2000”.

I “ricordini” sotto il banco

Come in tutte le cose, però, c’è anche il rovescio della medaglia. E, il più delle volte, non si trova sopra ma sotto il banco. Dove più frequentemente – lo riporta l’85%, il 60% in modo consistente – i nuovi arrivati trovano un “ricordino” non gradito, che quasi sempre consiste nella classica gomma da masticare mummificata. Una pratica, questa, che in prospettiva potrebbe comunque attenuarsi. Visto che 7 intervistati su 10 dicono che nessuno nella propria classe ha questa abitudine e solamente 1 su 10 parla di una pratica diffusa.

Alla fine, dunque, la situazione sul livello di imbrattamento è piuttosto variegata. E così, se da un lato il 43% degli interessati giudica buono lo stato di conservazione dei banchi della propria classe, il 33% utilizza banchi in prevalenza scritti.

La stessa polarizzazione avviene riguardo alle loro condizioni “strutturali”: solo l’11% degli studenti dice di avere banchi nuovi o quasi, mentre il 41% li descrive in condizioni accettabili. Di converso, un altro 41% indica segni di deterioramento abbastanza evidenti e un 7% denuncia banchi praticamente distrutti.

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