Un’altra storia di maltrattamenti a scuola, inesistente secondo la persona accusata: un papà ha denunciato una docente di sostegno, che oggi fa la psicologa, nel 2022. La donna, psicologa, ha tenuto un incontro sul bullismo, sollevando un polverone.
“Mio figlio ha assunto dei comportamenti incomprensibili. Era spesso frustrato, agitato e nervoso e questa cosa mi era stata fatta notare più volte anche dai medici e specialisti che lo seguono. Io e mio figlio ci capiamo con uno sguardo perchè non parla. E allora ho iniziato a chiedergli se a scuola lo trattavano male. Gli ho fatto i nomi di chi lo seguiva alle elementari e quando ho pronunciato il nome dell’insegnante di sostegno ha iniziato a darsi schiaffi in faccia. E lo sta facendo anche adesso mentre parliamo. Da lì, mi sono convinto che mio figlio subisse maltrattamenti e ho presentato denuncia a dicembre di tre anni fa. Poi su suggerimento di chi lo seguiva, gli ho anche cambiato scuola”, queste le sue parole riportate da Il Corriere della Sera.
“Mio figlio prende ancora tranquillanti. Ricorda sempre quei giorni trascorsi a scuola dove è rimasto quattro mesi chiuso in una stanza isolato”, ha aggiunto. La maestra avrebbe “più volte strattonato l’alunno, trascinandolo per un braccio”, sarebbe arrivata a “metterlo forzatamente seduto su una sedia e trattenerlo lì, anche contro la sua volontà”, in un’occasione avrebbe “buttato giù una torre di mattoncini pazientemente costruita dal bimbo, la cui reazione è stata quella di mordersi il braccio”.
In quella circostanza, a parere dell’accusa, l’insegnante non sarebbe intervenuta per interrompere l’atto di autolesionismo, “limitandosi poi a dire al bimbo di coprirsi il braccio con la manica del maglione, che così sarebbe guarito”. Si sarebbe rivolta al bimbo con “toni bruschi, alzando la voce e sgridandolo”.
Lei nega tutto: “Posso assicurare che io non ho mai fatto niente di male al bambino. Nel processo si chiarirà chi gli ha fatto del male ed eventualmente quella persona non sono certo io. Ci sono le intercettazioni ambientali che faranno capire al giudice che non ho mai alzato un dito nei confronti di quel bimbo. In qualche modo mi risolleverò, anche se mi trovo in una gogna mediatica per un qualcosa che non è mai successo. Ci vorrà tanto tempo per dimostrarlo perché la giustizia ha tempi lunghissimi ma la verità emergerà”.
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