L’individuo stressato – in burn-out – rende di meno, incorre più facilmente in errori professionali, è più vulnerabile allo sviluppo di patologie somatiche – tradizionalmente correlate allo stress – come le malattie cardiovascolari, o psichiatriche, quali l’ansia e la depressione, è più esposto al rischio di infortunio lavorativo, può assumere stili di vita disfunzionali (fumo di sigarette, gambling, abuso di alcolici, irritabilità) che rendono problematica la vita di chi ne soffre, ostacolandone non solo il rendimento lavorativo, ma anche le capacità affettive e relazionali.
Descritto per la prima volta nel 1974 dallo psicoanalista statunitense Herbert J. Freudenberger non è da sottovalutare il fatto che l’insegnamento espone in prima persona l’insegnante nella relazione con l’allievo, comportando impegno sul piano emotivo e un notevole carico in termini di stress e di aspettative.
Alcuni studi sulle patologie professionali degli insegnanti (tra cui lo studio Getsemani, sviluppato a partire dall’analisi degli accertamenti sanitari per l’inabilità al lavoro) dimostrano ad esempio che le patologie psichiatriche (per la maggior parte riferibili alla sfera ansioso-depressiva) sono più frequenti rispetto alle patologie fonatorie nel determinare l’inidoneità permanente all’attività docente.
Sin dalla prima metà degli anni ’80 la sindrome del burn-out negli insegnanti è stata oggetto di attenzione da parte di molti studiosi internazionali ed è stata riconosciuta come risultante di alcuni elementi principali: affaticamento fisico ed emotivo; atteggiamento distaccato e apatico nei confronti di studenti, colleghi e nei rapporti interpersonali; perdita della capacità di controllo (Folgheraiter, 1994), ovvero smarrimento di quel senso critico che permette di attribuire all’esperienza lavorativa la giusta dimensione; sentimento di frustrazione dovuto alla mancata realizzazione delle proprie aspettative.
Per tali motivi, in ragione della portata e della multidimensionalità del problema che interessa gli ambiti sanitario, sociale, culturale, economico e istituzionale, occorrerà formulare e realizzare adeguati programmi di prevenzione dello stress lavorativo con l’obiettivo di rendere l’insegnante più consapevole delle risorse di cui dispone per migliorare la sua capacità di far fronte alle complesse sfide che investono il mondo della scuola.
Secondo le rilevazioni di dell'Osservatorio sulle gite scolastiche di Skuola.net, che ha interpellato ben 3.000 giovani delle…
Ascolta subito la nuova puntata della rubrica “Socio-Scolasticamente parlando” tenuta da Francesco Pira dal titolo: "Manipolazione digitale a sfondo sessuale,…
Per il secondo anno consecutivo, la Regione Sicilia ha stanziato 500 mila euro, per il…
"È online la piattaforma informatica che consente ai dipendenti pubblici pendolari nelle isole minori siciliane…
Bisogna sapere che per il personale docente non è affatto abrogata la norma prevista dall'art.15…
Sono poco meno di 40 (almeno per ora) gli esperti inclusione che hanno inviato al…