C’è una gravissima emergenza educativa appoggiata da un vortice di spirale di violenza e soprattutto ad un massiccio tentativo di omologazione e di emulazione. Proprio l’emulazione che costringe i nostri adolescenti, ignari della pericolosità e li travolge portandoli in un vicolo senza vie di uscita.
L’uso spropositato dei nuovi mezzi di comunicazione e della tecnologia può portare a conseguenze serie. Da qui si genera il male del bullismo verso i pari e nei riguardi dei docenti. Come può un adolescente non rendersi conto dei pericoli che lo circondano e fare le stesse cose che fanno i suoi coetanei.
Siamo, purtroppo, in una fase di drammatica emergenza educativa che va a colpire proprio le fasce più deboli e indifese della società, ossia i giovanissimi che, di fronte a gesti estremi manifestano, a volte indifferenza e disprezzo del pericolo incombente.
Occorre, dunque, che gli insegnanti questo tema si confrontino anche con le altre agenzie educative, le aggregazioni e le associazioni sportive purché se ne discuti e se ne parli ampiamente. Prevenire è meglio che curare e fare in modo che la prevenzione parta dalla scuola e dalla famiglia è fondamentale soprattutto per evitare il formarsi di una spirale di stupida e insana omologazione ed emulazione che porti ad evitare pericolose e tragiche conseguenze.
Non si può in questi casi far finta di niente: è veramente preoccupante assistere a tali fenomeni e vedere sulla rete immagini virali da far tremare i polsi, quali forme di cyberbullismo che vanno condannate per evitare il peggio tra le nuove generazioni. Al peggio non c’è fine ma ora basta: il docente va difeso e messo nelle condizioni di difendersi.
Caro Stato italiano lo capisci o no?
Mario Bocola
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