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Classe in gita all’estero perde l’aereo, il nuovo volo costa 350 in più: i genitori non ci stanno

Una classe di scuola media pugliese in gita all’estero ha perso l’aereo per tornare a casa e i genitori dovranno sborsare, per ogni alunno, 350 euro. L’ammontare dell’inghippo è di oltre 10mila euro: 10.856, per la precisione. Lo riporta La Repubblica.

Il costo del viaggio di ritorno – il secondo biglietto da aggiungere alle spese di viaggio già ottemperate dovrebbe essere a carico delle famiglie. I genitori però hanno chiesto alla dirigente scolastica di distribuire le spese in altro modo.

Cosa è successo in aeroporto

Ma cosa è successo? Il gruppo di studenti, 28 ragazzi tra i più meritevoli delle classi terze della scuola, era partito in viaggio di istruzione per visitare i campi di concentramento con l’accompagnamento di tre docenti. L’aereo di ritorno sarebbe dovuto partire da Cracovia. Ma lì sono subentrati i problemi al momento dell’imbarco.

A causa delle code, pur arrivando con largo anticipo, i ragazzi non sono riusciti ad effettuare il check-in. E a quel punto si è resa necessaria una soluzione alternativa, trovata, con l’interessamento dell’agenzia viaggi, a un prezzo esoso, come detto, vicino agli 11mila euro.

L’impasse

La dirigente scolastica ha fatto presente ai genitori che l’intero costo non può essere a carico della scuola, configurando, a suo dire, un danno erariale. Da qui l’esigenza di venirsi incontro. E la richiesta formulata dalla dirigente di dividere le spese tra i genitori. Che però non hanno alcuna intenzione di saldare in autonomia il costo dell’imprevisto, perché eccessivo per le tasche dei più, specie a fronte delle spese già sostenute per il viaggio.

Nelle prossime ore, i genitori dovrebbero incontrare la preside per rompere l’impasse. Mentre la dirigente ha annunciato di avere chiesto chiarimenti per sondare eventuali responsabilità degli addetti aeroportuali.

La replica della dirigente

Questa la replica della dirigente scolastica dell’istituto: “Nessuna decisione unilaterale è stata presa dal Dirigente scolastico riguardo a un eventuale esborso aggiuntivo da parte delle famiglie coinvolte nei fatti di Cracovia. Le affermazioni diffuse risultano poco aderenti alla realtà, poiché la comunicazione dell’Ufficio è stata chiaramente formulata come un sondaggio preliminare. Nel testo, infatti, viene espressamente utilizzata l’espressione ‘eventuale disponibilità’, riferendosi a una disponibilità informale manifestata da alcuni genitori pronti a contribuire alle spese.

Sulla base di tale riscontro, il Dirigente ha avviato un monitoraggio, senza imporre alcun obbligo né avanzare richieste finanziarie non condivise. Inoltre, l’Ufficio ha attivato verifiche e indagini su più fronti per tutelare le famiglie e la stessa istituzione scolastica.

Senza il necessario confronto nelle sedi opportune, tra cui il Consiglio di Istituto, non sarebbe stata avanzata alcuna richiesta di copertura finanziaria che non fosse chiara e trasparente. Chi non conosce le procedure amministrative rischia di diffondere illazioni e interventi che generano solo sfiducia nell’Istituzione scolastica, assumendosene la piena responsabilità.

In conclusione, esprimo il più profondo rammarico, condiviso dall’intera Comunità educante dell’istituto per quanto accaduto. Rimane ferma la volontà di individuare ogni possibile soluzione per chiudere questa spiacevole vicenda, nella speranza di ristabilire un rapporto di fiducia e collaborazione tra scuola e famiglie”.

Laura Bombaci

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