Attualità

Concorsi precari: al Senato è battaglia senza esclusione di colpi

Nel pomeriggio di mercoledì 20 i lavori della Commissione Cultura del Senato sono ancora fermi e non si sa neppure quando si potrà iniziare a discutere ed approvare i 400 emendamenti presentati dalle opposizione e dalla stessa maggioranza.
Il nodo più difficile da sciogliere è certamente quello dei concorsi per l’assunzione dei docenti.
Sul tema le posizioni sono lontane: la Lega vuole assunzioni dalle graduatorie già esistenti in modo da accelerare la procedura il più possibile cercando di mettere in cattedra il maggior numero possibile di insegnanti già a settembre.
Il M5S è del tutto contrario e resta fermo sulla posizione più volte illustrata dalla ministra Azzolina: concorsi per titoli ed esami che consentano di effettuare un minimo di selezione.
Nelle ultime settimane il PD, attraverso il senatore Verduci, ha presentato un proprio emendamento che prevede un concorso, senza una prova d’esame ma con una “verifica” fatta al termine dell’anno di prova.
L’emendamento Verduci rischia però di diventare un problema di difficile soluzione: il M5S lo considera inaccettabile, mentre la Lega sembra intenzionata a votarlo.
Se così fosse la situazione sarebbe davvero complicata: Lega e PD (e forse anche LEU) potrebbero votare a favore dell’emendamento contro il M5S; sarebbe caso politico particolarmente grave che potrebbe avere ripercussioni sulla “tenuta” della stessa ministra Azzolina.
Uscire da questo cul de sac in cui la maggioranza di Governo sembra essersi infilata non sarà facile; ma – come si sa – in politica non esiste mai la parola fine e all’ultimo momento, potrebbe esserci qualche novità.
Tre le possibili vie d’uscita: il PD ritira l’emendamento Verduci, oppure la maggioranza cerca di tirare per le lunghe i lavori della Commissione in modo da andare direttamente in aula senza sottoporre gli emendamenti al voto: nel primo caso il PD dovrebbe spiegare la decisione ai precari che sperano nell’approvazione dell’emendamento, nel secondo caso il problema si sposterebbe in aula.
Ed è così che si sta parlando di una terza possibilità: l’emendamento potrebbe essere riscritto in modo da ottenere anche il voto del M5S ma non quello della Lega.
Forse nella giornata di giovedì 21 ne sapremo qualcosa di più.

Reginaldo Palermo

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