Coordinare le convocazioni per le supplenze: lo chiedono i precari

Il Coordinamento Precari/-ie Scuola di Bologna ha incontrato il 12 luglio scorso il dottor Versari dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna per chiedere l’istituzione di una modalità di convocazione unificata per le supplenze da Graduatorie d’Istituto non solo per alcuni ambiti territoriali ma per tutte le province della regione e per tutte le classi di concorso.

È noto infatti che ancora in molte province non è previsto un sistema che coordini le diverse scuole al momento dell’assegnazione delle supplenze ai precari di seconda e terza fascia d’istituto. Ogni segreteria infatti, talvolta contravvenendo alle indicazioni dell’UST, agisce secondo modalità organizzative e tempistiche proprie, che impediscono ai precari di avere un quadro completo dei posti disponibili.
In tal modo, i docenti si trovano nella condizione di non poter scegliere valutando tutte le opportunità, ma di accettare la prima proposta pervenuta in ordine cronologico per non rischiare di rimanere senza posto, salvo scoprire dopo qualche ora, o nei giorni successivi, che avrebbero avuto diritto a una soluzione più soddisfacente. Tutto ciò a danno sia delle condizioni lavorative sia della continuità didattica, che spesso viene a mancare per mere questioni di tempistica nelle convocazioni. 
 
Per questo il Coordinamento chiede fortemente che a settembre non si ripetano gli stessi disagi che ormai da anni attanagliano i precari nel momento delle chiamate da GI e che si continui, rafforzandola e perfezionandola, sulla stessa linea tracciata, ancopra parzialmente, dagli UST di Bologna e Modena nel settembre 2016.
Quindi la nostra proposta prevede una convocazione unitaria, sul modello dell’assegnazione dei posti dalle GAE: un sistema con un unico luogo e un’unica giornata di convocazione per tutte le classi di concorso (e per il sostegno con graduatorie incrociate) e per tutte le fasce di docenza, che permetta ai precari, in ordine di punteggio, di scegliere oculatamente tra i posti disponibili in base alla propria posizione in graduatoria e alle venti scuole scelte. D’altro canto in province di diverse regioni (Piacenza, Prato, Torino etc.) il sistema della giornata unica è già operativo e ha ovviato a molti di questi problemi, rivelandosi uno strumento efficace e più equo. 
 
Inoltre, per Bologna e Modena, province in cui il sistema è stato adottato nel settembre 2016, anche se dopo ripetuti interventi di precari e precarie e in modo parziale soprattutto per Modena, se ne sono goduti i benefici non solo da parte dei e delle docenti, ma anche da parte delle segreterie, come ammesso dallo stesso direttore Versari.  Non vediamo quindi motivo per il quale si debba continuare ad osteggiare questo metodo e siamo pronti a chiederne con forza l’applicazione nei prossimi mesi.  
 
Quella che è diventata una prassi data per scontata, cioè l’inizio dell’anno scolastico ritardato di diverse settimane, è un danno sia per gli studenti e le studentesse che per i/le docenti precari/ie; l’adozione del tavolone unico per le convocazioni accorcerebbe i tempi oltre a dare più trasparenza al meccanismo e condizioni di scelta dignitose per il corpo docente precario. 
 

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