Il ministero dell'Istruzione in Viale Trastevere a Roma
La procedura finalizzata all’avvio dei “corsi Indire” per consentire il conseguimento del titolo di specializzazione a chi oggi ne è sprovvisto fa un altro passo in avanti.
Dopo il parere del CSPI e il confronto con le organizzazioni sindacali, per il prossimo 1° aprile è convocato l’Osservatorio per l’inclusione scolastica che dovrà esprimersi sui due decreti ministeriali.
Il primo riguarda la specializzazione per i docenti che hanno già svolto tre anni di servizio su posti di sostegno, il secondo riguarda invece coloro che hanno conseguito la specializzazione all’estero (su questo il CSPI aveva espresso parere negativo mentre sul primo punto il parere è stato favorevole ma condizionato all’accoglimento di una serie di osservazioni e richieste di modifica).
Come abbiamo più volte scritto, i corsi per i docenti che hanno prestato 3 anni di servizio prevedono il conseguimento di 40 CFU mentre per quelli riservati ai docenti con specializzazione conseguita all’estero sono richiesti 48 CFU (ridotti a 36 nel caso in cui il docente abbia già svolto un anno di servizio).
Un punto importante è che negli schemi di decreto viene chiaramente precisato che “il titolo rilasciato dalle Università, autonomamente o in convenzione con INDIRE, è titolo di specializzazione universitario per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità; il titolo rilasciato da INDIRE è titolo di specializzazione non universitario per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, utilizzabile esclusivamente in ambito nazionale all’interno del sistema educativo di istruzione e formazione”.
Con questa operazione il Ministro conta di risolvere in modo radicale il problema del reclutamento di personale specializzato per il sostegno, ma i dubbi che sia sufficiente questa misura permangono.
C’è infatti un dato che complica tutto: in realtà, nelle regioni del sud di docenti specializzati ce ne sono in abbondanza e le stesse università continuano a sfornarne a migliaia ogni anno, anche se le opportunità occupazionali sono ridottissime.
Al contrario, al nord gli specializzati sono pochi e persino i concorsi vanno deserti tanto che è già assodato che al termine dei concorsi in atto migliaia di cattedre resteranno vacanti per mancanza di concorrenti.
E poi ci sono anche problemi di vecchia data, del tutto irrisolvibili con le regole attuali.
La carenza di docenti specializzati, infatti, è legata anche alla disposizione che consente di passare sul posto comune dopo 5 anni di servizio sul sostegno e questo è un problema pressoché impossibile da risolvere, almeno con le regole attuali.
Ad ogni modo, dopo il parere dell’Osservatorio, Indire e Università dovrebbero finalmente dare avvio ai corsi, ma è già quasi scontato che difficilmente i partecipanti riusciranno a conseguire la specializzazione entro il 31 agosto con la conseguenza che, almeno per il 2025/26, quasi tutto resterà come prima.
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