Prosegue purtroppo senza sosta la serie di episodi gravi di violenza a scuola, dove i docenti vengono puntualmente aggrediti e picchiati dai loro alunni, che sono autentici bulli.
Dopo “prof te squaglio nell’acido” e “Mettimi 6. Qui comando io“, infatti si può parlare veramente di stato d’allerta. In merito alla situazione sono tanti gli interventi che si stanno susseguendo fra i personaggi della scuola e non.
Sul tema si esprime anche Mario Rusconi, presidente ANP-Lazio che ha le idee chiare: “Stiamo pagando il troppo tempo perso a giustificare atteggiamenti adolescenziali definiti semplicemente “esuberanti”, e non consideriamo adeguatamente la solitudine in cui spesso vengono lasciati presidi e insegnanti aggrediti anche dagli stessi genitori. La responsabilità non è da attribuire agli strumenti tecnologici, ma ai modelli educativi offerti ai giovani sin dalla più tenera età anche dai mass-media. Occorre dire basta a questa deriva adottando atteggiamenti chiari ed inequivocabili, con misure volte soprattutto ad educare e a formare gli individui”.
Rusconi, ricorda che “i consigli di classe e quelli d’istituto, dove siedono insieme insegnanti genitori e nelle scuole superiori anche i ragazzi, devono adottare misure disciplinari rieducative e riabilitative. La scuola e la famiglia sono presidi educativi che hanno l’obbligo di formare ed istruire. La sospensione dalle lezioni o nei casi più gravi la “bocciatura” da parte della scuola sono misure che vanno accompagnate da un percorso riabilitativo, ad esempio nel mondo del volontariato”.
Ma c’è una proposta da parte del presidente di ANP Lazio, che sembra originale, ovvero percorsi formativi per rispondere alle “nuove esigenze” scolastiche: “Come ANP-Lazio, spiega Rusconi, abbiamo deciso di progettare un percorso formativo per gli insegnanti per trattare con loro temi come: bullismo, competenze sociali e civiche, piani di comunicazione, accrescimento dell’autostima. Una serie di incontri gratuiti che ANP-Lazio offrirà ai docenti proprio per dar loro strumenti adeguati di valutazione dei comportamenti degli studenti. Per far questo chiederemo la collaborazione alla Polizia Postale, agli specialisti del Policlinico Gemelli, ad esperti della sicurezza informatica, ad operatori sociali”.
Infine conclude Rusconi: “È da immaginare che chi deride un insegnante sia pronto a prendersela anche con chiunque incontri per strada. Per questo come ANP-Lazio, ma anche come semplici cittadini, intendiamo dire basta a questo dilagante malcostume, con atti concreti che possano aiutare chi ogni giorno lavora nella scuola e opera con i giovani, perché così facendo aiutiamo a crescere un intero paese dal punto di vista civile. Questo modello lo proporremo ai futuri governanti del mondo dell’istruzione, ma anche a chi già ci amministra. Questi episodi iniziano ad assumere una frequenza ed una inquietante forma sociale a cui tutti siamo chiamati a guardare con preoccupata attenzione, al fine di individuare rimedi efficaci che contribuiscano al contrasto di fenomeni che minano il vivere civile e proiettano una luce allarmante sul futuro delle attuali giovani generazioni”.
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