Nella dichiarazione dei redditi è possibile una detrazione Irpef pari al 19% dell’importo effettivamente pagato nell’anno per le spese universitarie.
Lo sconto- scrive Il Sole 24 Ore- è calcolato sulle tasse di immatricolazione e di iscrizione, anche per gli studenti fuori corso, sulle soprattasse per esami di profitto e di laurea e sulle somme versate per partecipare ai test di accesso ai corsi di laurea. Altri costi, come ad esempio vitto, trasporto, seminari, testi e materiale didattico, non possono essere portati in detrazione, anche se idoneamente documentati.
Il bonus spetta anche per la frequenza di corsi di specializzazione, di perfezionamento, di dottorato di ricerca e per i master universitari. Sono equiparati alle università, ai fini che interessano, i nuovi corsi istituiti secondo il Dpr 212/2015 presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati, nonché gli istituti tecnici superiori.
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“Per questi ultimi l’agenzia delle Entrate, nella circolare 7 del 4 aprile 2017 e sulla scorta di una recente nota del Miur, ha mutato il proprio precedente orientamento, che collocava gli Its nel segmento della formazione terziaria non universitaria.
Se l’università è statale, non è stabilito alcun limite di spesa su cui calcolare la detrazione. In tutti gli altri casi, invece, sarà un decreto del Miur, da approvare entro il 31 dicembre di ogni anno, a fissare un tetto massimo che tenga conto degli importi medi di tasse e contributi dovuti.
Lo sconto fiscale si ottiene attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi, modello Unico o 730.
L’importo massimo su cui calcolare il 19% è pari a 2.633 euro annui”.