I lettori ci scrivono

Didattica a distanza? Sì, ma cum grano…docentis

Una situazione, quella in cui ci troviamo, difficilissima e unica nel suo genere, perchè mai verificatasi prima.
Una situazione di grave emergenza dunque che, come tale, deve essere affrontata. Relativamente alla didattica a distanza, anch’essa deve essere considerata e gestita tenendo conto solo del fattore EMERGENZA: è indubbio infatti che, in questa situazione, devono essere messi in atto la deontologia professionale ed il senso del dovere di ogni docente per programmare e svolgere attività formative a distanza, pur in assenza di obbligo contrattuale.
Ma è altrettanto indubbio che la didattica a distanza non potrà MAI sostituire la didattica d’aula perchè il contatto diretto docente/discente è insostituibile.
Insegnare non vuol dire solo trasmettere informazioni, nozioni, ma anche e soprattutto insegnare a ragionare, ad argomentare, a pensare attraverso degli specifici dati conoscitivi. S’insegna anche con la testimonianza di vita, con la coerenza, con l’esempio. Insomma, l’insegnamento non può, proprio per la sua peculiare natura, essere sostituito da qualsivoglia “soluzione tecnica”.
E’ vero che ci sono valide esperienze di utilizzo delle nuove tecnologie nelle nostre scuole, ma sempre rispettando il rapporto in presenza e la relazione educativa, fattori questi dai quali non si può e non si deve mai prescindere.
Guai ad indicare, dunque, nella didattica a distanza, la nuova frontiera della pedagogia, come da certi umori si percepisce.

La logica, l’impianto della Legge 107, che ha portato a compimento il disegno aziendalistico di certa politica, da noi PSP e SBC sempre avversata, ci preoccupa anche in tal senso.
Così come ci preoccupano anche parole “moderne” quali facilitatore (al posto di docente??!!…)
Non dimentichiamo che il comma 200 della L. 107/15 recita testualmente: “Al comma 7 dell’articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2011,n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.111, la parola: «docente,» e’ soppressa.”

La parola docente SOPPRESSA!! E le parole -e, soprattutto, la loro deliberata omissione!-hanno un peso, un enorme peso.
La didattica a distanza, dunque, utilissima in questo momento di preoccupante emergenza, che ci auguriamo finisca al più presto, non dovrà mai essere pensata, neppur lontanamente, come una pratica sostitutiva della funzione pubblica, che è propria della scuola, e della correlata funzione docente.

Partigiani della Scuola Pubblica
Scuola Bene Comune

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