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Disturbi alimentari: quasi il 60% di chi ne soffre ha tra i 12 e i 25 anni

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) – in particolare l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder) – sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza e oggetto di attenzione sanitaria e sociale sul piano scientifico e mediatico per la loro diffusione, per l’esordio sempre più precoce tra le fasce più giovani della popolazione e per l’eziologia multifattoriale complessa. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tali disturbi rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali tra i giovani, soprattutto quelli di età compresa tra i 12 e i 25 anni. In Italia si stima che ne soffrano approssimativamente oltre tre milioni di persone, di cui il 70% sono adolescenti.

Così si apre l’introduzione della “Guida ai servizi territoriali per la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”, curata dall’Istituto Superiore della Sanità e aggiornata al mese di dicembre 2021. Si tratta del primo censimento in Italia dei servizi ambulatoriali, residenziali e semi-residenziali appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale e dal 2022 coinvolgerà anche le strutture del privato accreditato.

Il censimento realizzato dall’ISS consente anche di conoscere informazioni relative all’utenza assistita dai servizi.  Risultano in carico al 65% dei Centri censiti oltre 8000 utenti. Poco meno di tremila sono in carico da più di 5 anni e soltanto nell’ultimo anno di riferimento (2020) hanno effettuato una prima visita circa 4700 pazienti. L’utenza in carico è prevalentemente di genere femminile 90% rispetto al 10% di maschi.  Il 59% degli utenti hanno tra i 13 e 25 anni di età, il 6% hanno meno di 12 anni.  Rispetto alle più frequenti diagnosi l’anoressia nervosa è rappresentata nel 42,3% dei casi, la bulimia nervosa nel 18,2% e il disturbo di binge eating nel 14,6%.

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Lara La Gatta

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