L’operazione cosiddetta Buona Scuola, è tesa ad aggirare sia la discussione in Parlamento sia la consultazione delle parti sociali, attraverso una consultazione diretta telematica di studenti, famiglie e insegnanti e che presenta evidenti rischi di banalizzare le complesse problematiche del mondo della scuola e di manipolazione demagogica del consenso.
I punti in cui il documento “La buona scuola” racchiude il rinnovamento del sistema scolastico, è improntato ad una comunicazione d’impatto che, anziché analizzare e argomentare, enuncia suggestioni che strumentalizzano le carenze attuali della scuola – dovute soprattutto all’insufficienza dei finanziamenti – per lanciare ipotesi di soluzione avventuristiche in quanto prive di qualsiasi riscontro empirico di efficacia. Non di rado esso ricorre inoltre a procedimenti impropri ed ingannevoli, come il definire “qualitativi” dei parametri quantitativi.
Ma senza soffermarci per l’ennesima sulle varie criticità del Piano Scuola, su cui abbiamo abbondantemente scritto e pubblicato, ribadiamo che l’annunciata campagna di ascolto attraverso la consultazione on line , è una mera operazione di merchandising neanche tanto bene truccata.
Infatti, la consultazione governativa, è organizzata, gestita, forse pilotata e consuntivata dal Miur stesso, verificata attraverso un sondaggio on line e non attraverso la consultazione dei soggetti in carne ed ossa, nei luoghi istituzionali deputati a questo tipo di esercizio della democrazia. Un sondaggio che individua attraverso le proprie domande un’idea di implicita condivisione di quel documento, non lasciando quasi alcuno spazio alla critica e a proposte alternative, che sondaggio è? Che suggerimenti è consentito dare, infatti, se è possibile solo rispondere con delle crocette a delle domande impostate su argomenti già decisi? E mentre si confonde l’opinione pubblica con una finta campagna di ascolto i cui risultati saranno prevedibilmente a favore del Piano Scuola, è bene che si sappia che esiste un progetto di legge di riforma della scuola, alternativo, presentato alla Camera e al Senato da parlamentari provenienti dai più diversi schieramenti politici, frutto di una scrittura collettiva di cittadini (docenti, genitori, studenti, Ata ), che ha raccolto 100mila firme; elaborato nel 2006 come legge di iniziativa popolare; che ora – appunto – è sostenuto (in forma di disegno di legge) alla Camera e al Senato da esponenti di partiti diversi e di cui pochissimi , rispetto a quanti sono raggiunti dalla cassa di risonanza mediatica del governo Renzi, sono a conoscenza.
Coordinamento Docenti Calabresi Autoconvocati.
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