A scuola bisogna insistere sulla grammatica italiana per insegnare agli alunni a scrivere bene e lo si dovrebbe fare incentivando la lettura, unica “medicina” in grado di curare gli errori grammaticali e lessicali che gli alunni compiono tra i banchi di scuola.
Tra gli errori più comuni risultano i verbi, in particolar modo quello sconosciuto e ostico congiuntivo; a seguire figurano gli articoli determinativi ed indeterminativi sia maschili che femminili ed anche la confusione dell’uso della C al posto della Q. Vi è poi un errore frequente che è quello tra “qual è” e “qual è” che si scrive senza l’apostrofo. Per proseguire poi con “un po’” e “un po’” (che va apostrofato e non accentato) perché si tratta di un troncamento di “poco”.
Un altro errore frequente è quello tra “purtroppo” e “pultroppo” e “propio” al posto di “proprio”. Insomma questi errori da lapis blu sono molto frequenti a scuola e sarebbe necessario farli ricopiare sempre agli alunni. Un deficit è dovuto indubbiamente alla mancanza di lettura a casa per cui possiedono un lessico molto povero di sostanza e di contenuti.
Mario Bocola
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