Categorie: Politica scolastica

Fedeli e Fioroni a Viterbo parlano di istruzione. 1.000 tutor nelle scuole

La  ministra dell’istruzione Valeria Fedeli e l’ex ministro  Giuseppe Fioroni a Viterbo, in occasione della Festa democratica. Esordisce, scrive viterbonews24.it l’ex ministro Giuseppe Fioroni: ”Partecipazione è la parola fondamentale: i drammi dell’umanità non si combattono su internet. Ripartiamo stando tra la gente: il rapporto con il cittadino non si recupera con un post sui social. Si inizia dalle scuole. Nessuno come noi è riuscito a creare la buona scuola: Valeria è arrivata per continuare su questa via. Perché è a scuola che si formano i futuri cittadini. Si danno ai ragazzi nozioni che gli insegnano a diventare i cittadini che dovranno partecipare”.

A cui risponde la ministra Fedeli: ”Partecipazione, per me, è anche ascolto. Infatti la prima cosa che ho fatto è stato un colloquio con gli addetti ai lavori. Abbiamo puntato ad un nuovo reclutamento di insegnanti: il percorso formativo deve tornare al centro del paese. Oggi i ragazzi arrivano a scuola pensando di sapere perché consultano internet. Ma questo non vuol dire formarsi. È un discorso di nozioni. La formazione e il ruolo del personale scolastico ha la responsabilità di questo. Dobbiamo mettere in mano ai ragazzi gli strumenti per confrontarsi con il mondo nel loro futuro. C’è una statistica, addirittura, che evidenzia come i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia abbia meno fragilità nell’apprendimento. Chi non frequenta la scuola 0-6 anni ha molta più probabilità di lasciare in anticipo la scuola. Però c’è da capire alcune cose. Per esempio che l’alternanza scuola lavoro non sostituisce l’apprendistato, ma è un percorso formativo. Chi riceve i ragazzi deve formarli: questo è un punto fondamentale. E sul sito del MIUR gli studenti possono comunicare con la scuola anche di questo tramite un pulsante rosso”.

 

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La settimana prossima – conclude Fedeli – firmerò un accordo con Poletti che porterà mille tutor nelle scuole. Ciò vuol dire un tutor ogni 5 scuole che possa essere presente almeno un giorno a settimana per istituto. E a tutela degli studenti allargheremo il numero dei laureati con nuovi investimenti”.

E Giuseppe Fioroni: ”Qui c’è l’Unitus che è stata chiamata per tante ricerche in tutto il mondo. Ma parlando proprio di università dobbiamo creare una scuola che sia comunità. Non azienda come abbiamo fatto nella sanità creando la denominazione di azienda sanitaria locale. Invece la scuola deve premiare l’eccellenza e formare. Infatti una cosa che non condivido di oggi è il debito. Chi non ha appreso non può andare avanti perché non è giusto che chi si è impegnato va avanti e chi no, dopo l’esame di riparazione, va avanti lo stesso. Questo non è utile alla formazione di cui parliamo. Dobbiamo mandare avanti le eccellenze e togliere gli ostacoli. Rendere tutti uguali all’arrivo non è uguaglianza”.

Pasquale Almirante

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