“Il percorso della filiera tecnologica-professionale 4+2 è un acceleratore per l’inserimento lavorativo dei ragazzi che hanno la mente operativa, a cui piace mettere le mani in pasta”, e che sono interessati a “un percorso formativo sempre più improntato alla parte relativa alle Stem e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale”: a dirlo alla ‘Tecnica della Scuola’ è Maurizio Chiappa, direttore generale per l’Istruzione Tecnica e Professionale del ministero dell’Istruzione e del Merito.
A margine di un evento – svolto all’Università Roma Tre e che ha portato al protocollo di Intesa per la sperimentazione di un modello d’integrazione operativa fra l’Università, le Fondazioni ITS Academy e le aziende –, il direttore ministeriale ha spiegato che con le iscrizioni al prossimo anno “il percorso 4 +2 ha fatto riscontrare ottimi risultati, con quasi 400 scuole che hanno deciso di presentare almeno un percorso di filiera tecnologica-professionale, a cui si sono iscritti 6.000 giovani; quindi, se si considerando quelle dell’anno scorso, nel 2025/26 frequenteranno gli Its quasi 10mila studenti”.
Quindi il direttore Maurizio Chiappa ha sottolineato che questi ragazzi “andranno a sostituire i famosi capotecnico che hanno fatto grandi le imprese italiane in giro per il mondo: sono persone con competenze tecnologiche sempre più avanzate e che richiedono capacità di gestione”.
Dietro gli Its, inoltre, ci sono “fondazioni di diritto pubblico, quindi non private, che hanno un’anima composta dalle Università e che sono il nostro fiore all’occhiello perché rispondono alle esigenze dei vari territori”; quindi gli Its preparano in base a “quello che cercano le aziende”.
In poche parole “il percorso dei 4 anni crea le competenze base che permettono poi di essere specializzate di essere verticalizzate, a seconda dell’area tecnologica scelta dallo studente”.
Perché questo funzioni serve anche “un percorso di orientamento, soprattutto nella scuola secondaria di primo grado”.
Una volta scelto il percorso e il tipo di specializzazione, sottolinea Chiappa, “ovviamente ci vuole impegno, perché nessuno ci regala nulla”.
Per saperne di più, si può consultare il sito internet dell’Indire, dove vi è una sezione dedicata proprio ai percorsi Its.