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Fism compie 25 anni, Valditara: “L’attenzione a qualità e innovazione delle scuole dell’infanzia paritarie merita il massimo confronto istituzionale”

Si sono aperti questa mattina, presso l’Auditorium del Massimo nella Capitale, i lavori del convegno “Una scuola innovativa e di qualità in un sistema nazionale plurale”, promosso da FISM Roma, Federazione Italiana Scuole Materne, in occasione dei venticinque anni della Legge 62 del 2000, “un traguardo che non possiamo far passare sotto traccia, soprattutto considerandolo un percorso ancora incompiuto”, come ha affermato Dario Cangialosi, vicepresidente FISM Nazionale e commissario FISM Roma e Lazio.

Oltre duecento persone presenti, “non per festeggiare” – ha precisato Cangialosi – “bensì fare il punto con le istituzioni e con le altre associazioni che insieme a noi combattono la battaglia della libera scelta educativa”.

Il primo tavolo di confronto ha visto la partecipazione del presidente nazionale FISM Luca Iemmi, del presidente nazionale AGIDAE Francesco Ciccimarra, del presidente nazionale FIDAE Virginia Kaladich e del presidente nazionale AGESC Umberto Palaia. Al centro della discussione, una riflessione sui motivi che hanno impedito l’attuazione della completa parità scolastica, in primis difficoltà burocratiche e muri ideologici.

Ci si è interrogati sugli ostacoli nel finanziare in maniera egualitaria tanto le scuole statali quanto le paritarie (una questione che tocca anche il tema della disabilità e dei contratti del personale). In merito a questo punto, Luca Iemmi ha sottolineato infatti che “parità economica non vuol dire solo parità di retta, ma anche parità di salari”. Se è vero che larghissima parte delle scuole paritarie sono di ispirazione cristiana, Virginia Kaladich ha comunque ricordato che “non si tratta di una questione di fede, ma di cittadinanza, poiché le scuole cattoliche nascono con l’intento di servire le fasce più deboli della società”. Una missione, questa, che rischia di essere compromessa senza un adeguato sostegno finanziario da parte dello Stato.

Non sono mancati i saluti istituzionali del Vescovo Ausiliare di Roma Mons. Michele Di Tolve, con il suo invito a “non perdere l’orizzonte più importante della scuola pubblica, paritaria, cattolica e di ispirazione cristiana, che è la formazione a servizio della persona umana”; del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che tramite un messaggio ha ribadito come “l’attenzione alla qualità e all’innovazione delle scuole dell’infanzia paritarie merita il massimo confronto istituzionale”; della Consigliera Regionale Maria Chiara Iannarelli, vicepresidente della Commissione Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio; del Dirigente Tecnico USR Lazio Caterina Novella, che ha portato i saluti di Anna Paola Sabatini.

A seguire la prima sessione del convegno, moderata dalla pedagogista Barbara Rossi, con le relazioni di suor Caterina Cangià, docente e pedagogista (“Una Comunità in relazione: la Scuola-Bottega”) e di Cristina Costarelli, presidente ANP Lazio e dirigente scolastico ITIS Galilei di Roma (“Ambienti di apprendimento innovativi: nuove prospettive per la progettazione e la didattica”).

Nel pomeriggio i contributi di Mario Rusconi, docente e direttore Centro di Ricerca Universitario, presidente ANP Roma (“Insegnanti innovativi per una scuola di qualità”) e di Lara Vannini, coordinatrice pedagogica FISM Nazionale (“Le radici e le ali: l’innovazione educativa come ritorno ai fondamenti etici”).

A chiudere il convegno, la presentazione di alcuni strumenti per l’innovazione, in particolare riguardanti il ruolo della realtà immersiva e del digitale; il contributo del direttore Agiqualitas, Giorgio Capoccia; gli interventi delle aziende partner del convegno. Infine le conclusioni affidate a Dario Cangialosi.

Un’occasione preziosa, quella offerta dal convegno di oggi, per riportare sotto i riflettori l’attuale condizione delle scuole dell’infanzia paritarie, le gravi difficoltà economiche che hanno costretto molte di esse alla chiusura, ma anche per esprimere il valore dell’alleanza educativa scuola-famiglia-territorio, ringraziare migliaia di docenti e educatori per il loro impegno, sostenere anche a nome delle famiglie il diritto alla libera scelta educativa.

Redazione

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