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Giornata dell’Autismo, le istituzioni stiano più vicine alle famiglie

Si è svolta il  2 aprile la Giornata mondiale dell’Autismo, il grave disturbo comportamentale, che solo in Europa colpisce circa 5 milioni di persone, che ancora non è adeguatamente conosciuto e sostenuto (soprattutto sottoforma di sostegno alle famiglie) dalle istituzioni. In Italia l’iniziativa, proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, si è realizzata attraverso diverse iniziative, quali convegni, workshop, manifestazioni ed incontri con la cittadinanza: esperti in materia hanno messo in risalto le problematiche relative alle cure e al dramma che le famiglie degli autistici sono costrette ad affrontare, a livello educativo, sociale, lavorativo e sanitario. Molto sentite e partecipate sono state le fiaccolate che si sono svolte a Roma, Palermo e Crema all’insegna dello slogan “Andiamo in piazza per dire basta all’indifferenza delle istituzioni”.
In molti, purtroppo, ancora non sanno cosa sia di preciso l‘autismo e soprattutto quali strategie adottare per affrontarlo. È bene sapere che questo disturbo, probabilmente legato all’anomala maturazione di alcune aree cerebrali, mina in modo grave la capacità di comunicare e relazionarsi e influisce sullo sviluppo psicologico e comportamentale. Andando di conseguenza a compromettere molte aree dello sviluppo: dalle capacità di comunicazione a quelle di interazione sociale, fino alla messa in atto di comportamenti, interessi ed attività tipicamente stereotipate.
Il risultato è che la metà dei soggetti autistici non è in grado di comunicare verbalmente. Ed anche coloro che utilizzano il linguaggio si esprimono in molte occasioni in modo anomalo, spesso ridondante perchè incentrato sempre sugli stessi suoni o frasi.
Nella scuola si stima che circa l’8-10% di tutti coloro che svolgono attività didattica attraverso un “Programma educativo individualizzato” siano soggetti autistici.
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Alessandro Giuliani

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