Susanna Tamaro 1995
Domani, 2 aprile, si celebra la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo. La scrittrice Susanna Tamaro, con sindrome di Asperger, ha scritto un lungo articolo su Il Corriere della Sera in cui ha parlato, anche attraverso la sua esperienza, del rapporto tra studenti con autismo e la scuola.
Ecco le parole della Tamaro, classe 1957: “Se io, negli anni Sessanta, sono riuscita a sopravvivere in classe è perché allora le elementari e le medie erano segnate da un ordine e da una disciplina assolute, e dunque dal silenzio: nessuno urlava, nessuno si agitava in maniera scomposta, nessuno faceva rumori con le sedie. Il disordine e il frastuono, infatti, aumentano in maniera esponenziale il nostro disagio sensoriale”.
Ecco la nota firmata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in merito alla Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo: “Il prossimo 2 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU, il Ministero dell’Istruzione e del Merito illuminerà di blu il proprio edificio. Questo colore, scelto dalle Nazioni Unite, simboleggia l’impegno nel sensibilizzare i cittadini sui disturbi dello spettro autistico e nell’attirare l’attenzione sui diritti delle persone autistiche e delle loro famiglie.
La scuola italiana rappresenta un modello inclusivo all’avanguardia, riconosciuto a livello internazionale. La Giornata costituisce un’occasione preziosa per invitare le scuole a organizzare attività che coinvolgano l’intera comunità scolastica, anche in collaborazione con il Terzo Settore e le associazioni scientifiche specializzate.
Un ringraziamento speciale va ai dirigenti scolastici, ai docenti, alle famiglie e agli studenti che contribuiranno al successo di questa campagna di sensibilizzazione. Promuovere momenti di condivisione e approfondimento significa accrescere l’attenzione sui diritti delle persone con autismo e garantire loro il supporto e l’accoglienza da parte dell’intera comunità educante”.
Sono stati resi noti nei giorni scorsi i dati sugli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado. Li abbiamo commentati con Raffaele Iosa, già dirigente tecnico che, per molti anni, è stato il responsabile dell’Osservatorio nazionale sull’handicap come all’epoca si chiamava.
Ecco le sue parole sull’autismo: “Quello dell’autismo è un mondo complesso di difficile da decifrare.
Prendiamo ad esempio qualche dato di contorno: 25 anni fa le diagnosi di autismo quasi non c’erano, avevamo una certificazione ogni 1000 bambini, oggi si parla di una ogni 77. E’ un numero incredibile che si spiega anche con il fatto che il modello che oggi si usa, il DSM-5 controllato soprattutto dalla neuropsichiatria americana, porta inevitabilmente ad un incremento delle certificazioni. Una recente ricerca italiana di un anno fa parla degli autistici maggiorenni cioè noi ormai cominciamo ad avere un certo numero di maggiorenni e ci di dice più del 50% è ricoverato in strutture protette, un altro 25% ha un lavoro mentre del restante 25% non si sa nulla. Mi chiedo ma non è possibile che questo 25% non ci sia più perché non c’è più la diagnosi o forse perché la diagnosi fatta da bambini non era quella giusta?”.
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