L’articolo “Daniel Pennac, quando un “somaro” si trasforma in scrittore” – concepito ovviamente con le migliori intenzioni – rischia però di veicolare, per chi lo interpretasse superficialmente, un messaggio profondamente errato e pericoloso: “andate male a scuola? Diventerete grandi scrittori”. Infatti quanti cattivi studenti sono diventati bravi scrittori? Ne ho avuti, fra i miei allievi, di cattivi studenti, ma nessuno di loro è assurto alla gloria letteraria.
La decisione di un professore di Pennac di esentarlo dai compiti in classe a patto che scrivesse delle storie oggi verrebbe considerata un’ingiusta disparità di trattamento: se gli studenti sono veramente tutti uguali, tutti devono studiare e imparare le stesse cose. Perché usare due pesi e due misure?
Non tutti sono dei Daniel Pennac, dei Thomas Mann, delle Agata Christie. Il messaggio che lancio io è quindi: “acquisisci innanzitutto una robusta e profonda preparazione culturale e scientifica, e poi vedrai”.
Daniele Orla
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