L’idea sarebbe, quindi, quella di “conservare” la scuola per un altro giorno, senza essere obbligati a “mangiarla” o a “consumarla” subito. Ma sono molti i modi di dire alternativi a “ marinare la scuola” e variano da regione a regione.
Tra questi indichiamo: tagliare, bucare, fare schissa, schissare, fare forca, fare sega, segare, scavallare, bigiare, jumpare, far cavalletta, impiccare, brasare, cabottare, tajé da scola, attaccare, salare, fare sgrich, fare blau, andare in marina, fare lipe, lippa, far manca, far berna, buco, fare plao, bossare, conigliare, fare il ponte, forcare, salare, fare fuoco, fare fuga, fughino, fare focaccia, focaccine, fare fogone, fugarola, fare puffi, fare cabò, Chianciano, fare chiodo, chiocchino, moia, fare salina, fare sgarraticcio, fare cuppo, cuppare, fare cavetta, fare spago, fare filone, fare fruscio, asso, fare zumpo, saltare la piomba, fare friana, scioperare, zumpare, sciampalè, zizza, nargiare, addrazzare, allazzare, far Sicilia, fare calia, caliarsela, calliare, allunare, fare luna, fare l’ora e fare vela.
“Marinare la scuola” non è una pratica solo italiana, anche all’estero viene usata e riferita con i seguenti termini:
GIAPPONE: Saboru (fuggire dal lavoro).
INGHILTERRA: To play truant (fuggire dal lavoro).
FRANCIA: Faire l’école buissonnière.
GERMANIA: blau machen.
USA: Staying Home From School, to play hooky
BRASILE: Enforcar aula.
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