A proposito della polemica su voti sì/voti no a scuola, vorrei proporre la seguente riflessione rifacendomi nientepopodimeno che al libro “Cuore”, il capolavoro di Edmondo De Amicis molto in voga fino a qualche anno fa ed ora piuttosto snobbato perché ritenuto demodé.
Mi riferisco all’episodio in cui il sovrintendente visita la scuola frequentata da Enrico Bottini e invece di dare la prima medaglia settimanale al “solito” De Rossi, la dà ad un altro allievo, mentre il secchione della classe – per l’appunto De Rossi – deve accontentarsi della seconda, che però – abituato com’è a primeggiare sempre – sdegnosamente rifiuta.
Tralasciando commenti sull’opportunità di assegnare le medaglie, un’abitudine che si è andata perdendo negli anni (quando frequentavo io le elementari, negli anni ’60, si usava ancora e qualche volta la medaglia l’ho presa anch’io), si deve però cogliere un messaggio dal seguito di questa storia: davanti al comportamento di De Rossi sia il sovrintendente sia il direttore lo rimproverano, ammonendolo che può capitare di non arrivare sempre primi e che bisogna umilmente riconoscere il valore altrui.
Quindi ben vengano i voti: possono insegnare la modestia ad alcuni e stimolare la volontà e l’amor proprio di altri.
Daniele Orla
La comunità della cittadina in cui è nata si sta stringendo attorno alla famiglia di…
Oggi in diverse scuole del Lazio gli studenti si sono mobilitati per far sentire la…
Tfa Sostegno, quando sarà pubblicato il bando? Si attende il decreto ministeriale che autorizza l'avvio…
L'ultimo CCNL 2019/2021, all’art. 68, comma 1, ha così previsto: “i dipendenti ATA hanno diritto,…
Spiegare il piano cartesiano, la parabola e la derivata senza annoiare è una sfida quotidiana.…
Dal 26 marzo e comunque entro il 9 aprile, i dirigenti scolastici dovranno pubblicare le graduatorie…