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Incubo creolina nelle scuole di Catanzaro

Allarme creolina a Catanzaro. E’ la nuova forma di vandalismo scolastico del Terzo Millennio. Se prima per saltare qualche lezione al massimo si allagavano gli istituti, adesso – ancora peggio – si usa la creolina.

 
Dopo quasi otto mesi dalla prima emergenza, ritorna nel capoluogo calabrese l’incubo creolina. Ignoti, di notte o durante il giorno, si intrufolano nelle scuole, in particolare negli istituti superiori, e cospargono della sostanza tossica gli edifici.
La creolina – per chi non fosse al corrente di che cosa sia – è un liquido denso, di color bruno rossastro con il tipico odore di pece, costituito da una soluzione concentrata di oli di catrame e di saponi sodici di resine vegetali. Buttata sul pavimento degli edifici scolastici, come in altre strutture, in men che non si dica, rende l’aria irrespirabile. Basti solo pensare che per disinfettare un ospedale intero di medie dimensione ne basta un solo cucchiaino diluito in un secchio d’acqua: figurarsi intere boccettine buttate a terra.
Ad essere colpiti dall’ormai famosa “banda della creolina” sono stati il Liceo Scientifico “Sicliani” (ben quattro volte in due settimane), il Liceo Classico “Galluppi” (due volte), il Liceo psicopedagogico “De Nobili” e il Tecnico Geometra “Petrucci”, ma certo ancora si temono altri bersagli.
Tutte le scuole sono state evacuate immediatamente e lezioni interrotte per qualche giorno in attesa della disinfestazione.
Non si conoscono ancora gli autori di questi vandalici gesti, che non solo andranno incontro a processi penali ma anche a dure sanzioni scolastiche.
Insomma Catanzaro è ormai una città piegata in due dall’incubo creolina.
E’ bene non dimenticare che l’anno scorso due giovani studentesse del “Siciliani”, a causa delle pesanti esalazioni della sostanza hanno avuto un malore e sono state trasportate d’urgenza all’Ospedale Civile (una di queste inoltre soffriva già di allergie respiratorie).
E le altre persone all’interno dell’edificio e che hanno respirato anche per poco la sostanza tossica, tra docenti, studenti e personale Ata hanno riscontrato mal di testa, nausea e voltastomaco.
Per questo motivo i presidi nella scuole iniziano a prendere i primi accorgimenti: ricreazione nelle classi e non in giro nei corridoi, soste brevi nei bagni, niente uscite dalle classi se non per seri motivi e così via.
Ma sembrano non bastare.
Ogni giorno aumenta comunque il numero delle scuole colpite.
La domanda sorge spontanea: domani a chi toccherà?
Luigi Mariano Guzzo

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