Attualità

La cantante Paola Iezzi, ex allieva di Vecchioni: “Era severo, lo veneravamo. Raccoglievo i mozziconi del suo sigaro”

Nella scorsa puntata di Domenica In, programma di Rai1 condotto da Mara Venier, c’è stato un simpatico siparietto con due ospiti, che un tempo erano insegnante e alunna: Roberto Vecchioni e la cantante Paola Iezzi, membro del duo Paola e Chiara.

“Paola? Andava malissimo a scuola. Io non davo mai insufficienze particolari. Io ero severo, facevo una scuola libera. Il liceo classico non è scuola dell’obbligo, se ti ci iscrivi devi anche capire dove sei. Conto sulle dita di una mano quante volte ho bocciato una persona in 43 anni”, ha esordito l’ex docente.

Vecchioni, l’ex alunna e gli aneddoti

Poi ecco alcuni aneddoti divertenti: “A volte le ragazze si innamoravano di me, me ne accorgevo ma facevo finta di niente”. Ecco le parole della Iezzi, riportate da Il Tempo: “Era incredibilmente umano e chiaramente con noi doveva fare quello un po’ rigido. Quando interrogava o dovevamo fare i compiti era severo. Innamorata è un parolone ma noi avevamo una venerazione, lo veneravamo, eravamo innamorati della sua essenza, ero innamorata intellettualmente. Lo vedevamo come un’entità soprannaturale, non come un uomo, soprattutto quando faceva le lezioni. Nessun professore aveva la sua capacità di connettersi agli adolescenti. Ci ha invitato anche al matrimonio. Non parlava mai del mondo della musica”.

Paola ha mostrato anche le pagine del suo diario con foto di Vecchioni e anche alcuni mozziconi del suo sigaro che lei e le sue compagne erano solite raccogliere e conservare. 

Vecchioni sulla cresta dell’onda grazie a Alfa

Il giovane cantante Alfa, al secolo Andrea De Filippi, 23 anni, è sulla cresta dell’onda dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Proprio sul palco dell’Ariston il giovane genovese ha duettato nella serata cover proprio con Vecchioni, sulle note del brano “Sogna, ragazzo, sogna, versione che i due hanno anche registrato in studio e pubblicato.

“Vecchioni mi ha dato uno spessore che mai avrei sognato”, ha raccontato il cantante ad Avvenire. Il professore ha dimostrato simbolicamente fiducia verso la nuova generazione lasciando completare il suo pezzo storico proprio ad Alfa: “Un grande segno. Oggi c’è tanto cinismo sulle nuove generazioni, perché viviamo sui social, cosa difficile da capire per gli adulti. Siamo molto poco politici, sembriamo una gioventù ‘sdraiata’, ma in realtà abbiamo valori diversi e persone come il professore comprendono la nostra vitalità. Siamo pieni di ansie, bloccati, irrisolti. Ma abbiamo valori importanti: tutte le battaglie sulla parità di genere e l’ecologia sono state mosse in primis dalla mia generazione. Le nostre sono battaglie poco politiche e molto ideali, la mia generazione cerca bellezza”, ha detto il giovane.

“La nostra generazione non si sente degna di proseguire i compiti delle generazioni precedenti, è molto schiacciata dall’ansia e dal giudizio. Il professore ha particolarmente apprezzato. La prima volta è venuto alle prove col mio testo in mano e ne ha parlato come un fosse un compito di greco, Vecchioni che parla del tuo testo come fosse poesia…incredibile. Mi ha accolto nella sua famiglia, sono molto amico di suo figlio, si è creato un rapporto fra di noi, potrebbe venire a cantare nei palazzetti con me. Sottolineo la grandezza di un uomo che non avrebbe avuto bisogno di venire a Sanremo, invece decide di puntare su un ragazzo ed esaltarne la vitalità. Lui mi ha cambiato la vita. C’è un prima e un dopo quella esibizione all’Ariston”, ha aggiunto, con commozione.

Redazione

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