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La qualità dell’inclusione presuppone qualità nella formazione dei docenti

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April 03, 2025

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Siamo il gruppo di specializzande e di specializzandi del “Corso di specializzazione per le attività di sostegno IX Ciclo” delle Università italiane, unite in rete da punti programmatici concordati. Molti di noi lavorano già nel mondo della scuola come insegnanti per le attività di sostegno didattico, altri si sono affacciati da poco a questo percorso lavorativo con entusiasmo e tanti altri hanno una formazione psicopedagogica.

Facciamo un appello!

Chiediamo di condividere e supportare le nostre proposte ai nostri colleghi e alle nostre colleghe, ai dirigenti scolastici, ai sindacati, agli studenti, alle famiglie, ai comitati di genitori, alle associazioni territoriali, a tutte le persone che hanno a cuore il futuro della scuola e i Progetti di Vita in un’ottica inclusiva e di qualità.

“L’INCLUSIONE IN CLASSE SI FA IN PRESENZA E NON ONLINE”

La nostra perplessità verte sulla valenza dei futuri titoli INDIRE. Presa coscienza dell’imminente emanazione del decreto attuativo che stabilisce l’apertura dei corsi INDIRE per fornire certificazioni sul sostegno, si critica l’eventuale equiparazione di questi titoli con quello universitario dei “Corsi di specializzazione per le attività di sostegno” (TFA), un corso di alta formazione universitaria inserito nel Quadro Europeo delle Qualificazioni.

I corsi INDIRE avranno validità esclusivamente nel sistema scolastico italiano, ma avranno lo stesso valore del TFA Ordinario nelle graduatorie scolastiche, producendo un grave squilibrio in termini di formazione del personale docente, che avra ripercussioni inevitabili sulla formazione degli studenti.

Riteniamo importante sottolineare che il TFA Ordinario viene presentato come un titolo universitario utilizzabile anche all’estero, quasi a suggerire una differenziazione vantaggiosa rispetto ai corsi INDIRE. Tuttavia, essendo basato sulla normativa e sull’organizzazione dell’inclusione scolastica proprie dell’Italia, di fatto, il TFA Ordinario risulta spendibile esclusivamente nel contesto italiano, annullando le differenze in termini di spendibilità tra i due titoli.

La differenza sostanziale, allo stato, attuale è che i corsi INDIRE saranno svolti principalmente online e non prevedono un tirocinio diretto presso le scuole, per chi ha tre anni di servizio sul sostegno (art. 6 del D.L. 71/2024); inoltre, i corsi INDIRE saranno accessibili per chi ha conseguito un titolo di specializzazione sul sostegno presso università estere e che potranno accedere, allo stesso modo dei triennalisti, senza nessun tipo di selezione o sbarramento e senza una verifica degli anni di servizio. Semplicemente potranno entrare rinunciando al ricorso per il procedimento di riconoscimento del titolo estero (art. 7 del D.L. 71/2024).

Al contrario il TFA Ordinario prevede una selezione concorsuale a numero chiuso, con il superamento di tre prove concorsuali (preselettiva, prova scritta, prova orale), almeno 8 mesi in presenza obbligatoria, lezioni e laboratori formativi in presenza (per un totale di almeno 20 ore settimanali) e un tirocinio diretto non inferiore a 5 mesi all’interno della scuola del grado di specializzazione doppiamente supervisionato, dal tutor universitario e dal tutor della scuola ospitante. Il percorso formativo in presenza serve a promuovere lo sviluppo di competenze relazionali e trasversali alla didattica, permette la costruzione di una rete di relazioni, sia tra specializzandi che tra gli stessi e i docenti, favorendo il confronto, la capacità di lavorare in team (soprattutto nelle attività laboratoriali e durante il tirocinio) e la creazione di relazioni affettive funzionali alla crescita personale e non solo professionale; tutto ciò rende il “TFA” un laboratorio di relazione da trasporre poi nel mondo della scuola.

Ci chiediamo come sia ammissibile la coesistenza di due percorsi ministeriali paralleli con requisiti di qualità totalmente impari in termini di impegno orario, ottemperanza della presenza e complessità di percorso.

Chiediamo la differenziazione dei due titoli, non solo assegnando punteggi diversi all’interno delle graduatorie, ma sopperendo al fabbisogno di insegnanti per le attività di sostegno didattico accordando la priorità agli specializzati TFA Ordinario. Chiediamo dunque l’assunzione immediata degli specializzati TFA Ordinario e l’inserimento in Graduatoria Provinciale di Supplenza (GPS) di una fascia intermedia tra la prima e la seconda per i futuri corsisti INDIRE.

“CONTINUITÀ NON FA RIMA CON PRECARIATO”

Si critica il decreto ministeriale 32/2025 “Misure finalizzate a garantire la continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno per l’anno scolastico 2025/2026” che stabilisce la possibilità , da parte delle famiglie, di confermare il docente per le attività di sostegno con o senza specializzazione. La procedura poco chiara e trasparente descritta nel decreto stravolge le procedure di reclutamento e crea graduatorie non meritocratiche (GPS), poiché gli specializzati potranno essere scavalcati da docenti senza specializzazione.

Inoltre, rischia di creare relazioni di clientelismo tra famiglie e docenti, minando l’attuazione di pratiche inclusive di qualità e la libertà di insegnamento dei docenti, così come descritta nella Costituzione agli art. 33, art. 4 e 97 (limitazione del diritto alla mobilità dei docenti), art. 3 (viola il principio di uguaglianza). Infine, viola l’art. 34 della Costituzione (possibili ripercussioni sul diritto allo studio), qualora l’alunno non andasse a beneficiare del docente specializzato TFA Ordinario.

Siamo assolutamente favorevoli alla garanzia di continuità per le classi in cui sono presenti gli alunni con disabilità, ma l’effimera continuità decretata è illusoria e momentanea; questa non risolve un problema sistematico denunciato da anni, che avrebbe bisogno di interventi strutturali, come la stabilizzazione degli insegnanti per le attività di sostegno didattico specializzati e non il mantenimento dei precari all’interno della scuola.

In aggiunta, si creerebbe uno squilibrio tra insegnante curricolare e insegnanti per le attività di sostegno didattico, ristabilendo una gerarchia già superata a livello normativo dalla legge 104/92.

L’INSEGNANTE PER LE ATTIVITÀ DI SOSTEGNO È DOCENTE DELLA CLASSE!

Questo scenario di incertezza e disequilibrio nel mondo della scuola, si inserisce in un più ampio quadro relativo alla “riforma sulla disabilità” (L. 227/2021) la cui applicazione ha subito uno slittamento di un anno, prorogando il Decreto 63/2024 relativo alla sperimentazione in alcune province e, di fatto, rimandando l’attuazione al 2027 del PROGETTO DI VITA (in accordo con il diritto alla vita indipendente stabilito dalla “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU, ratificata dall’Italia con la Legge 3 marzo 2009, n. 18). 

Tutto ciò ha un impatto anche nell’ambito scolastico ed extrascolastico educativo, visto lo stretto rapporto che dovrebbe sussistere tra PEI (Piano Educativo Individualizzato) e Progetto di Vita, come definito dalla normativa (L. 107/2015).

Il nostro intento non è quello di creare divisioni all’interno della categoria degli insegnanti, stigmatizzando chi parteciperà ai corsi INDIRE e scatenando l’ennesima “guerra tra poveri”, bensì quello di contestare misure non risolutive che amplieranno la platea dei precari specializzati, senza una prospettiva di stabilizzazione (sia per gli insegnanti che per gli studenti) utile alla continuità didattica secondo criteri di oggettività e trasparenza!

Per tutti questi motivi aderiamo al documento della SIPeS.

Le università di Torino, Genova, Savona, Bologna, Roma, Sassari, Cagliari, Verona, Potenza, Cosenza e Brescia si costituiscono come Coordinamento Insegnanti per l’Inclusione (CIPI), insieme alle tante università che vorranno aderire alla nostra iniziativa!
“PER IL DIRITTO ALL’INCLUSIONE NON SI RIDUCE LA FORMAZIONE”

CIPI (Coordinamento Insegnanti Per l’Inclusione)