I giovani di tutto il pianeta in piazza per il clima e l’ambiente, grazie alla testardaggine di una ragazzina svedese che è diventata il simbolo della lotta degli studenti, i quali sembrano, a questo punto, avere trovato una piattaforma comune di impegno globale.
La materia certamente non è da prendere alla leggera, come fa per esempio il presidente Usa, e dunque ben vengano le manifestazioni, anche se a scuola l’argomento è di natura più accademica che reale, visto che in pochissime si fa la raccolta differenziata, gli sprechi di energia non sono monitorate e il verde con gli alberi sono un sogno lontano.
Tuttavia, sono in molti coloro che incominciano a chiedersi se questo movimento giovanile, nato su un problema gravosissimo, non sia un nuovo “68, con un denominatore comune: la lotta per i più deboli. Infatti sessanta anni fa igiovani scelsero di lottare contro l’autoritarismo e al fianco della classe operaia, sfruttata e oppressa; oggi i giovani sembrano a fianco della Natura, violentata, sfruttata e rapinata per i profitti di pochi. Forse è così, ma il segnale che arriva è promettente.
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