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Le misure del Governo sui corsi Indire non mettono a rischio l’inclusione scolastica

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April 03, 2025

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L’inclusione è un valore fondamentale della nostra società, un principio che deve permeare ogni aspetto della vita scolastica e formativa.
È un obiettivo che richiede impegno, passione e competenza da parte di tutti gli attori coinvolti, in particolare dei docenti, che sono i veri protagonisti di questo processo. Tuttavia, il recente dibattito attorno al Decreto Legge 71/2024 ha sollevato preoccupazioni, in particolare da parte del Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati (CDSS), che sostiene che le nuove misure governative possano mettere a rischio l’inclusione scolastica. È fondamentale, però, analizzare con attenzione le disposizioni di questo decreto e riconoscere il valore e il merito dei docenti a cui è destinato.

1. Riconoscimento del Merito e delle Competenze:
 Gli articoli 6 e 7 del DL 71/2024 sono pensati per valorizzare i docenti che hanno dimostrato competenza e impegno nel campo dell’inclusione, in particolare quelli con esperienza triennale e quelli che hanno conseguito il TFA europeo. Questi docenti hanno già dimostrato di saper affrontare le sfide dell’inclusione e meritano di vedere riconosciuti i loro sforzi e le loro competenze. Criticare il decreto significa non riconoscere il valore di chi ha lavorato a scuola da anni e di chi ha investito tempo e risorse per formarsi e migliorarsi.

2. Inclusione non in pericolo: È importante sottolineare che l’inclusione non è in pericolo. I docenti con esperienza hanno già dimostrato di saper gestire situazioni complesse e di garantire un ambiente di apprendimento inclusivo. La loro presenza e il loro know-how sono fondamentali per il successo di questo processo. La paura di perdere il posto di lavoro non dovrebbe offuscare la visione di un sistema educativo più efficace e meritocratico. Viene da chiedersi se l’amore per il sostegno non sia invece improvvisamente nato in seguito all’emanazione dell’articolo 59 del decreto legge 73 del 25 maggio 2021, grazie al quale in molti hanno avuto accesso all’anno di prova e poi al ruolo con una semplice domanda.

3. Intervento necessario del Governo:
 Il governo merita di essere lodato per aver finalmente deciso di riconoscere l’esperienza sul campo e per aver voluto dare una risposta concreta ai docenti con TFA europeo. Questo intervento è fondamentale per affrontare le problematiche legate all’eccesso di specializzati in alcune regioni, come dimostrato dall’analisi del CDSS, che si concentra su sole tre regioni del Sud Italia e solo su una classe di concorso. Forse è proprio questo eccesso in alcune aree e difetto in molte altre per altre classi di concorso sul sostegno che ha richiesto un intervento dall’alto. 

4. Situazione complessa del Sostegno:
 L’analisi del CDSS non rappresenta la realtà di tutto il territorio nazionale. In molte aree, in particolare nel Sud, si riscontra un eccesso di docenti specializzati, mentre in altre regioni si fa fatica a trovare personale adeguato. La situazione è complessa e richiede un intervento mirato, come quello previsto dal DL 71/2024. La critica al decreto, quindi, appare come una difesa di interessi particolari piuttosto che un vero amore per l’inclusione. Il fenomeno dell’eccesso di docenti specializzati nel Sud ha portato molti di loro a iscriversi alle graduatorie del Nord, spinti dalla ricerca di un posto di lavoro. Tuttavia, una volta assunti, si sono spesso assentati per lunghi periodi, compromettendo così il corretto processo di inclusione dei loro alunni.
5.Problemi di continuità didattica:
 Il CDSS ha sollevato preoccupazioni riguardo alla continuità didattica, ma è importante notare che il decreto affronta questo tema in modo pragmatico, riconoscendo la necessità di una scelta condivisa tra famiglie e GLO. Vogliamo precisare innanzitutto che come ben spiegato sull’art. 8 del DL 71, la scelta non è automatica ma si verifica solo in concomitanza di diversi fattori. Inoltre vogliamo precisare un altro aspetto che i docenti specializzati ben conoscono anche dal decreto 153/2023 e cioè che “i genitori partecipano ai lavori del GLO a pieno titolo”. La sostanza è quindi che i genitori devono essere componenti effettivi del GLO, non soggetti che partecipano solo per firmare un documento!Tuttavia, ciò non può sostituire interventi strutturali, come la stabilizzazione dei docenti specializzati, che il governo sta cercando di implementare anche con l’introduzione dei Corsi INDIRE. 

6. Critiche alla tempistica del DL: 
Il CDSS contesta l’urgenza, che dalle critiche mosse sembra corrispondere a “fretta”, con cui è stato adottato il DL 71/2024, ma è fondamentale considerare che le decisioni sono state prese sulla base di dati recenti e pertinenti. Ignorare la realtà attuale non farebbe altro che accentuare l’instabilità occupazionale e compromettere la qualità dell’insegnamento. La tempestività delle azioni è cruciale per affrontare le sfide attuali e non può essere vista come un difetto.

In conclusione, è fondamentale che il CDSS abbandoni ogni ostacolo lungo il cammino del DL 71/2024 e riconosca l’importanza di un intervento che valorizzi l’esperienza e le competenze già in possesso dei docenti. L’inclusione scolastica non è solo un obiettivo, ma un sogno che possiamo realizzare solo unendo le forze, celebrando il valore di ogni singolo insegnante e affrontando le sfide con coraggio e determinazione.
La strada verso un’istruzione inclusiva è lunga e tortuosa, ma con il giusto supporto e la giusta valorizzazione, possiamo costruire un futuro luminoso per tutti gli studenti, in particolare per quelli con disabilità. È giunto il momento di superare le paure e abbracciare il cambiamento, per il bene di tutti. Insieme, possiamo trasformare le aule in spazi di accoglienza e crescita, dove ogni voce è ascoltata e ogni talento ha la possibilità di brillare. Facciamo questo passo con passione e impegno, per un’educazione che non lasci indietro nessuno. Nemmeno i docenti che faranno INDIRE!

Daniela Nicolò