È risaputo che l’esplosione del Coronavirus ha costretto moltissimi docenti, soprattutto tra i maestri dell’infanzia e del primo ciclo, ad avvicinarsi ad una modalità di didattica, quella a distanza, sulla quale non erano adeguatamente preparati.
Le lezioni on line, quindi, potevano andare molto meglio: non si era investito a sufficienza sulla formazione dei docenti. A pensarla così è anche l’ex ministro Francesco Profumo, oggi presidente della Compagnia di San Paolo e della Fbk.
“Investire sui docenti che sono al centro”
Intervenendo alla conferenza on-line “L’alba di una nuova normalità, la definizione di un nuovo paradigma di sviluppo. Dal modello scientifico alla realizzazione progettuale”, organizzata dal Centro studi americani per discutere dell’emergenza coronavirus e della Fase 2 per la ripartenza, Profumo ha detto che “quello che è stato fatto sulla scuola digitale non è sufficiente”, anche perché “c’è stata un’accelerazione”.
“Bisogna partire – ha continuato l’ex numero uno del Miur – dalla formazione dei docenti, che sono al centro”.
Perché l’Italia non ha un ministero dell’Educazione?
Per migliorare la formazione dei docenti sulle nuove tecnologie e sul digitale on line servono, certamente, degli investimenti adeguati. Ma sono soldi spesi bene.
Perché, ha detto ancora Profumo, “di cosa avranno bisogno i bambini” che iniziano ad andare a scuola dovrebbe “essere il primo impegno del Paese”.
Parlando dell’importanza della fase pre-scolare, Profumo ha tenuto a ricordare, infine, che “non c’è un ministero dell’Educazione: una riflessione su questo bisogna farla”.