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Maturità 2022, Bianchi conferma la seconda prova scritta disciplinare e tranquillizza gli studenti: traccia preparata dai vostri prof

Manca pochissimo alla pubblicazione dell’ordinanza sugli Esami di Stato, ma una cosa è ormai certa: la seconda prova scritta della maturità si svolgerà. Lo ha fatto intendere il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, confermando anche che la prova, in programma il prossimo 23 giugno, non sarà una verifica nazionale ma predisposta dai docenti d’indirizzo della scuola superiore frequentata dai maturandi. Quindi, almeno questa parte del testo della bozza dell’ordinanza sarà confermata nella imminente versione definitiva.

C’è un ritorno di fiducia tra studenti e prof

Parlando a Sky degli Esami di Stato 2022, il titolare del dicastero dell’Istruzione ha detto che a Viale Trastevere è stata accolta “l’idea che fossero gli istituti a preparare la seconda prova: questo ritorno di fiducia reciproca studenti professori è fondante per affrontare la seconda prova”.

Bianchi si è quindi rivolto agli studenti chiedendo loro di non temere sull’eccessiva difficoltà della verifica scritta.

Ai ragazzi dico di avere fiducia negli insegnanti, insieme prepareranno questa prova, i ragazzi hanno bisogno di ritrovare fiducia in sé stessi e nella scuola, si ritrovino con i loro insegnanti. Bisogna andare avanti”.

Le proteste degli studenti

Nelle scorse settimane, il ritorno alla seconda prova non è stato però bene accolta dagli studenti, che sono scesi in piazza e hanno occupato alcune decine di istituti superiori anche per protestare contro questa decisione: dagli Stati generali della scuola, svolti Roma nel week end passato, è tra l’altro arrivata la volontà di confermare le occupazioni sino a quando l’amministrazione non deciderà di cambiare linea.

I dubbi del Cspi

Lo stesso Consiglio superiore della pubblica istruzione – guidato da Francesco Scrima, confermato presidente da poche settimane dopo essere stato a lungo leader Cisl Scuola – ha bollato la decisione come affrettata, che non ha tenuto conto del fatto che siamo ancora alle prese con i problemi derivanti dai contagi da Covid, con le lezioni pregiudicate e centinaia di migliaia di studenti che alternativamente svolgono la didattica a distanza.

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Alessandro Giuliani

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