Disabilità

Nuovo Pei. Il comitato ‘No esonero’ contro il Consiglio di Stato: la difesa torna a carico delle famiglie, non è giusto

Sulla recentissima sentenza del Consiglio di Stato n. 3196/2022 sul nuovo Pei, si è espresso, in forte dissenso, il Comitato No esonero, nato a febbraio 2021 proprio sulle questioni legate al DI 182/2020: “Saremo accanto alle famiglie per vigilare sui diritti delle persone con disabilità nelle scuole,” hanno dichiarato le innumerevoli associazioni che ruotano attorno al Comitato No esonero (CoorDown – Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down in rappresentanza di 54 associazioni, CIIS – Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno, Uniti per l’autismo – in rappresentanza di 54 associazioni; e molte altre).

Il precedente

Una sentenza inaspettata, quella del Consiglio di Stato, che lo scorso novembre, nel giudizio di appello promosso dal MI contro la sentenza del Tar Lazio n. 9795/2021 che aveva annullato per illegittimità il DI 182/2020, aveva ritenuto di non sospendere la stessa sentenza del TAR riservandosi di fissare con celerità l’udienza per la decisione sul merito della causa. Insomma, la sentenza del Tar, per volere del Consiglio di Stato, era stata mantenuta in vita con tutti i suoi effetti, facendo decadere così il nuovo modello di Pei e tutti i suoi allegati.

La sentenza del Consiglio di Stato

Ieri 26 aprile, invece, un cambio di rotta. Con la sentenza n. 3196/2022 il Consiglio di Stato ha rigettato l’originario ricorso, come anticipato dalla nostra testata.

SCARICA LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

“È bene evidenziare – continua il comitato – come la decisione tuttavia non entra nel merito delle illegittimità che erano state denunciate nel ricorso e ritenute sussistenti nella sentenza del TAR Lazio, ritenendo che il DI 182 sarebbe un atto amministrativo di portata generale e che la diretta impugnabilità dello stesso sarebbe possibile solo in presenza di un provvedimento applicato nei confronti del singolo studente che renda concreto l’eventuale pregiudizio, legittimando così l’interesse alla proposizione di un ricorso giudiziale. Questo significa, per esempio – spiega il comitato – che laddove un singolo studente venisse esonerato da alcune materie piuttosto che vedesse ridotto l’orario, così come nel caso non venissero ammessi al GLO tutti gli esperti indicati dalla famiglia, quest’ultima ben potrebbe proporre ricorso al TAR territorialmente competente ed in tale sede verrebbe giudicata la legittimità del DI 182 non valutata dal Consiglio di Stato”.

“Ciò che più preoccupa e amareggia è constatare che la difesa avverso la lesione dei diritti delle persone con disabilità, ed in questo caso dei bambini e delle bambine, degli alunni e delle alunne, degli studenti e delle studentesse è posta a carico delle famiglie che, qualora ne abbiano le possibilità economiche, saranno costrette ad agire in giudizio per sentire affermare l’illegittimità di atti che prevedono l’applicazione di istituti come l’esonero o la riduzione orario, ovvero che pregiudichino la partecipazione delle famiglie o degli specialisti ai GLO. Il tutto ovviamente ingolfando ulteriormente i già affollati Tribunali Amministrativi Regionali”.

Un parere opposto

Sul fronte opposto rispetto al comitato No esonero, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, Fish, soddisfatta dell’ultima sentenza del Consiglio di Stato e del ripristino di quello che sin da subito la scuola ha definito il nuovo modello Pei: «Siamo sempre stati convinti della bontà dei nuovi Pei che avevano coinvolto i docenti, le famiglie, il personale sanitario, introducendo per la prima volta all’interno del mondo scolastico la prospettiva bio-psico-sociale e un nuovo concetto di ambiente di apprendimento che cambia la prospettiva e l’approccio alla stessa inclusione scolastica».

Carla Virzì

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