Home Attualità Parma, studente quattordicenne immobilizzato a scuola da un agente di polizia

Parma, studente quattordicenne immobilizzato a scuola da un agente di polizia

CONDIVIDI

Breaking News

March 21, 2025

  • Giornata delle vittime della mafia, Valditara: “Fondamentale trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria” 
  • Donald Trump firma provvedimento per smantellare il Ministero dell’Istruzione Usa seduto tra gli alunni di una classe 
  • Maestra su Onlyfans, Galiano: “Docenti modelli di condotta? Allora dovrebbero avere più riconoscimento economico” 
  • Accoltellò la sua docente perchè pensava di bocciarlo, due anni di “messa alla prova” per lo studente accusato di tentato omicidio 

Un episodio ancora tutto da chiarire, ma che fa discutere. Due agenti di polizia hanno fatto irruzione in un istituto tecnico di Parma, sedando una rissa tra due studenti, uno di loro immobilizzato a terra da un agente. Il ragazzo in questione ha 14 anni. Il perché di questo gesto, frequente ma quando si tratta di bloccare elementi pericolosi non è ancora chiaro. Era evitabile? C’era bisogno di arrivare a tanto? Sull’accaduto ci sono diverse versioni, c’è chi dice che a chiamare la polizia sia stato un professore in seguito al litigio tra due ragazzi. In quei momenti concitati diversi ragazzi hanno preso in mano il loro smartphone per riprendere la scena, con disappunto della dirigente scolastica che ha minacciato provvedimenti disciplinari.

Collettivo Studentesco: un abuso di potere delle forze dell’ordine

Ad intervenire sull’accaduto è stato il Collettivo Studentesco Autorganizzato che ha affermato come “quest’atto sia un vero e proprio abuso di potere da parte delle forze dell’ordine, che all’interno degli edifici scolastici non dovrebbero avere accesso”. Secondo il Collettivo “nessuna motivazione può giustificare un così spropositato abuso di potere e di forza fisica su un ragazzino, appena quattordicenne, da parte di un uomo adulto”. Sulla minaccia della preside a chi ha filmato le scene il CSA è fermo: “una chiara dimostrazione da parte della scuola di voler insabbiare e sminuire l’accaduto, limitandone la circolazione”.