
Ieri, 26 febbraio, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha partecipato ad un incontro con alcune scuole di Ancona. Secondo quanto riporta Ansa, c’è stato un bel botta e risposta tra lui e gli studenti, che gli hanno posto domande che ha definito “politicamente scorrette”.
Valditara: “Docente incentivato? Riforma non efficace”
Ecco alcune domande: “Noi studenti siamo valutati dai nostri insegnanti e riceviamo voti diversi a seconda dei nostri risultati, perchè gli insegnanti non sono valutati?”. “Abbiamo varato dopo venticinque anni dall’istituzione della figura del dirigente scolastico, la valutazione dei presidi – ha risposto il ministro -, una parte della retribuzione sarà legata ai risultati raggiunti, una misura che li rende sempre più simili a figure dirigenziali. Per i docenti invece, non ritengo efficace la riforma del precedente Governo con la figura del docente incentivato, perchè ne premiava una quantità minima. Meglio la figura del docente tutor, orientatore, figure che prevederanno sempre più preparazione e responsabilità, coordineranno le attività di personalizzazione della didattica che è la vera grande sfida”.
C’è anche chi ha chiesto perchè reintrodurre lo studio del latino nella scuola secondaria di primo grado e i come si farà a integrare le culture dei compagni stranieri e, ancora, come funzionerà l’insegnamento per gli studenti che non conoscono la lingua italiana. Ecco le parole di Valditara: “Il latino è fondamentale per comprendere meglio la nostra lingua. Secondo un grande italiano studioso dei fenomeni sociali come Antonio Gramsci, il latino insegna a studiare. Una lingua universale che ha avvicinato popoli di lingue e culture diversissime”. Ha poi citato la dispersione scolastica dei ragazzi stranieri “molto alta, oltre il 30%, quasi un terzo dei ragazzi non hanno di fronte una prospettiva reale di integrazione e inserimento lavorativo”.
“Nella sua proposta lei dice che è molto importante imparare a memoria poesie e filastrocche come i nostri nonni. Ma oggi cosa serve imparare qualcosa a memoria?”. Applausi dal pubblico e la risposta del Ministro non si è fatta attendere: “Poesia e memoria sono importanti, la poesia consente di entrare in comunicazione con chi ha avuto una sensibilità e immaginato riflessioni profonde, è un esprimento di grande sensibilità. Siamo nell’era dell’intelligenza artificiale, in una società dove il cellulare è lo strumento più utilizzato e studi scientifici hanno accertato che l’uso precoce ha risultati negativi sull’apprendimento di italiano e matematica, non aiuta la memorizzazione, oltre a danneggiare la concentrazione, la fantasia, la capacità di memorizzare. In questa epoca è fondamentale esercitare la memoria”.
Valditara e lo studio della Bibbia
Altri due studenti hanno invece chiesto: “In che modo la Bibbia sarà introdotta tra le materie scolastiche?”. Il Ministro ha spiegato che “la Bibbia è una straordinaria testimonianza culturale è il libro alle origine di tutte le religioni monoteiste, non si tratta di discriminare ma di essere consapevoli del patrimonio che ha contribuito a dare origine alla civiltà occidentale”.
Nuove Indicazioni Nazionali, il progetto
Buona parte della discussione ha riguardato le Nuove Indicazioni Nazionali (i nuovi programmi), per il primo ciclo, annunciate da Valditara mesi fa.
Dopo oltre cento consultazioni con associazioni di genitori, di categoria e comitati studenteschi, la Commissione chiamata a sostenere il ministero nella stesura dei nuovi programmi ha dato corpo al progetto. La presenza nella Commissione di personalità quali Uto Ughi e di Flavia Vallone, solista e prima ballerina al Teatro alla Scala, dimostra fin dall’inizio dei lavori di preparazione l’idea di valorizzare lo studio della musica e dell’arte.
“Diciamo che prendiamo il meglio della nostra tradizione per una scuola capace di costruire il futuro. Ma vorrei precisare che la commissione da me incaricata, che ha già fatto oltre cento audizioni, ha svolto un lavoro capillare e approfondito, su cui avvieremo un ampio confronto”, ha esordito il ministro.
Ecco le varie novità: “Abbiamo disegnato il cammino di bambini ed adolescenti dai 3 ai 14 anni, insomma il percorso dall’infanzia alle medie. Ma stiamo lavorando anche per le superiori. E introduciamo molte innovazioni. Cominciando dall’Italiano. Ma non solo: verrà reintrodotta la possibilità di inserire il latino nel curricolo a partire dalla seconda media, verrà abolita la geostoria nelle superiori e ridata centralità alla narrazione di quel che è accaduto nella nostra penisola dai tempi antichi fino ad oggi. E poi, fra le tante novità, sin dalla prima elementare avvicineremo i bambini alla musica, alla sua comprensione, alla civiltà musicale. Per questo fra gli esperti che hanno lavorato in questi mesi ci sono storici come Ernesto Galli della Loggia, latinisti come Andrea Balbo, il presidente emerito dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini, letterati come Claudio Giunta, musicisti celeberrimi come Uto Ughi e figure di spicco del mondo artistico”.
Il latino alle medie sarà ancora a scelta delle famiglie ma diventerà curricolare (un’ora a settimana dalla seconda media).
“Sarà dato più spazio alla letteratura, anche dell’infanzia, e alla grammatica. L’insegnamento della letteratura sin dalla prima elementare, in modalità adeguata alla giovane età degli studenti, deve far sì che gli allievi prendano gusto alla lettura e imparino a scrivere bene. Si è scelto di rafforzare l’abilità di scrittura che è quella più in crisi delle abilità linguistiche”, ha aggiunto Valditara.
La lettura viene stimolata anche attraverso lo studio dell’epica che non comprende più solamente i poemi omerici e Virgilio. Il repertorio si amplia fino a comprendere la saga di Percy Jackson. Resta forte il richiamo ai classici per ragazzi (Verne, Stevenson) da leggere in classe nella versione integrale ma a essi si possono affiancare autori che oggi sanno raccogliere il favore del pubblico più giovane senza rinunciare alla qualità romanzesca e letteraria, come Stephen King.
Nella riforma la Storia acquista un ruolo fondamentale fin dalle prime classi delle elementari dove si incoraggia la lettura di testi dell’epica classica ma anche della Bibbia per rafforzare le conoscenze delle radici della nostra cultura.