Categorie: Precari

“Preferisco rimanere precario piuttosto che entrare di ruolo”

Sono un insegnante di sostegno di scuola primaria precario da 14 anni, vi scrivo questa lettera sperando che la possa leggere chi di dovere, affinchè capisca la situazione di molti docenti che come me, preferiscono non essere assunti in ruolo con queste condizioni ma rimanere precari e vi spiego il perché facendo un esempio con la mia situazione.

Io ho lavorato per 14 anni nella mia regione a 120 km da casa viaggiando ogni giorno da Agrigento a Palermo con molti sacrifici sia economici che fisici, scegliendo di non andare al nord a prendere il tanto agognato ruolo, che avrei preso facilmente visto il mio punteggio alto, perché prima o poi sarebbe toccato anche a me qui nella mia regione. L’anno scorso poi a seguito dell’aggiornamento delle Graduatorie ad Esaurimento, mi sono spostato nella mia provincia , inserendomi tra i primi accontentandomi di lavorare con l’incarico dell’USR, ma con condizioni di vita finalmente discrete ovvero niente più sveglia alle 5 del mattino.

Ora con questo DDL non solo se entrerò di ruolo, resterò precario a vita, visto che il mio contratto sarà senza una sede fissa, rinnovato ogni tre anni a discrezione del preside o da chi per lui, che dovrà riconfermarmi o scegliermi,  già questa non è una cosa positiva, ma la cosa peggiore è che per andare incontro a  tutti quei docenti che sono andati al nord per varie ragioni , che si sentono giustamente minacciati dalla possibilità di non poter tornare più a casa perché tutti  i posti vacanti verrebbero  occupati dalle nuove immissioni di ruolo di noi precari, avvierà una mobilità straordinaria dove i docenti già di ruolo nell’anno 2014-2015 avranno la precedenza sui neo immessi.

Praticamente tutti i docenti che in questo momento sono al nord per loro scelta , compresi quelli che sono saliti l’altro ieri, chiederanno il trasferimento al sud e noi neo immessi che per scelta siamo rimasti nella nostra regione con pro e contro, rischiamo seriamente di dover andare ad occupare “PER SEMPRE” i posti lasciati liberi al nord dai colleghi già di ruolo! In parole povere chi ha fatto precedentemente la scelta di andare al nord , andrà al sud e viceversa! Secondo voi è una cosa sensata??? Quando sento dire che lo si sta facendo per compensare il cambiamento delle carte in tavola , perché molti docenti se lo avessero saputo non si sarebbero spostati, io rispondo che questo della mobilità straordinaria non è cambiare nuovamente le carte in tavola? Se lo avessimo saputo non saremmo andati anche noi a prendere il ruolo al nord facendo il sacrificio per un anno per poi tornare tramite il Ddl?

Mi chiedo io, con che motivazioni andrà a lavorare un insegnante che è stato forzatamente spostato di centinaia di km e che magari non si è mai potuto spostare per varie problematiche? Per non parlare della vecchia tanto sbandierata continuità che andrà a farsi friggere.

Praticamente il Ddl creerà insegnanti di prima, seconda e terza fascia. Quelli di prima fascia, saranno quelli che resteranno nelle loro scuole senza problemi di essere sottoposti ad eventuali spostamenti, riconferme e verifiche triennali; alla seconda fascia apparterranno quelli che erano già in ruolo e che otterranno il trasferimento ma con le regole del DDl; alla terza apparteranno tutti quei precari che entreranno in “RUOLO” restando allo stesso tempo sempre precari e che saranno spostati dove rimarranno i posti liberi lasciati dai colleghi anche a centinaia se non migliaia di km di distanza! E

Non sarebbe più sensato destinare una percentuale alla mobilità straordinaria ed una alle neo-immissioni , ad esempio un 50% ?

E’ giustissimo che la gente che si sia allontanata da casa facendo immani sacrifici  possa tornarci, ma c’è differenza tra chi ha fatto sacrifici per anni e chi invece si è spostato ed è entrato in ruolo l’altro ieri magari con punteggi bassi ed ora vedono la possibilità di andare a scavalcare i colleghi che avevano davanti in graduatoria fino al giorno prima.

Un’altra soluzione sarebbe stata quella di far entrare negli albi in base al punteggio, così gli insegnati di ruolo che sono fuori sede da tanto avrebbero possibilità di poter tornare, mentre i precari storici di restare nella provincia che avevano scelto.

Io proprio non riesco a vedere nessun lato positivo nell’entrare di ruolo a queste condizioni, preferirei restare precario a vita, ma poter lavorare alle condizioni attuali.

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