‘Quota 96’, la protesta scende in piazza

Tornano a protestare i ‘Quota 96’: lo fanno con due giorni di sit-in davanti a Montecitorio, martedì 25 e mercoledì 26 marzo, e un terzo, giovedì 27, a ridosso del ministero dell’Istruzione. Il 27 si svolgerà anche, a Prato, una manifestazione regionale toscana, mentre nei giorni successivi proseguiranno iniziative regionali e nazionali: secondo i Cobas, che sostengono la protesta, l’obiettivo delle contestazioni è quello di tenere alta l’attenzione e la pressione in vista del 10 aprile, “termine entro il quale il governo, su richiesta delle commissioni Lavoro e Bilancio, dovrà esprimersi in merito al reperimento delle risorse finanziarie per restituire immediatamente ai Quota 96 il sacrosanto diritto alle pensione”.

Il leader dei comitati di base della scuola, Piero Bernocchi, ha ripercorso la vicenda dei ‘quota 96’: “per i lavoratori della scuola nati nel 1951 e 1952, che avrebbero raggiunto Quota96 entro dicembre 2012 (61 anni di età e 35 di contributi oppure 60 anni di età e 36 di contributi) si allontana di nuovo il sacrosanto diritto, riconosciuto da tutti i partiti in Parlamento, dopo essere stato brutalmente negato dalla ‘riforma Fornero’ – ad andare in pensione. Il governo ha dato parere negativo alla copertura individuata in Commissione, mostrando, malgrado le chiacchiere di Renzi sulla centralità della scuola, un particolare accanimento nei confronti di docenti e Ata, prigionieri dell’arbitrio di Monti, Fornero e ora di Renzi”.

A rendere ancora più amara l’introduzione dell’allungamento degli requisiti pensionistici è poi il confronto con altri comparti del pubblico impiego. “L’ignobile blocco – continua il sindacalista Cobas – , anche fino a 6-7 anni, del loro diritto alla pensione non ha neanche sfiorato categorie amiche della casta (i militari, i dipendenti delle Camere ecc..): e in realtà il governo potrebbe recuperare benissimo i 450 milioni di euro, necessari (dal 2014 al 2018) per l’immediato pensionamento dei circa 4000 docenti e Ata, che – conclude Bernocchi – permetterebbe oltretutto l’assunzione a tempo indeterminato di 4000 precari”.

Alle manifestazioni di questi giorni sarà anche presente una rappresentanza dei precari della scuola dell’infanzia e primaria.

Alessandro Giuliani

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