Una questione complessa: la mamma di una bambina di nove anni, iscritta in una scuola elementare di Frosinone, non ha pagato in tempo la quota prevista per la partenza in gita della figlia con la classe a Viterbo. La piccola è stata esclusa e la donna non ci sta.
Come riporta Il Messaggero, la scadenza per pagare la quota, 48 euro, era fissata per la mezzanotte dello scorso 25 marzo. La madre avrebbe inviato i soldi il 26 marzo alle ore 9. La donna è stata così contattata dalla segreteria della scuola ed informata che la bambina non avrebbe potuto partecipare in quanto il pagamento era stato effettuato fuori tempo e che avrebbe dovuto presentare una istanza per ottenere il rimborso.
Da qui la lamentela della mamma: “So di aver sbagliato e mi prendo tutte le responsabilità – ha riferito la donna che si è rivolta ad un avvocato – ma io credo che un minimo di tolleranza non avrebbe potuto certo comportare problemi alla dirigenza scolastica. Invece mi sono sentita rispondere dalla preside che le regole sono queste e che se proprio la mia bambina ci teneva tanto a quella gita, potevo accompagnarla io con la mia auto, mettendomi dietro al bus. E cosa avrei detto a mia figlia? Come giustificare che lei non poteva salire sul pullman insieme ai suoi amichetti?”.
“In fondo la gita ci sarà il 14 aprile prossimo e se la preside avesse voluto avrebbe senz’altro trovato la soluzione più idonea per far felice una bambina. Tra l’altro ho appreso da alcune mamme che gli alunni delle medie che fanno parte delle stesso comprensivo che dovevano pagare 400 euro entro il 27 marzo è stata data loro la possibilità di completare il pagamento nel giorno successivo. Come mai in questo caso è stata concessa una deroga di due giorni?”, ha aggiunto.
La dirigente scolastica, contattata da Il Messaggero, è irremovibile: “Non posso accogliere questa richiesta perché credo nella parità dei diritti e nel rispetto delle regole. Dando la possibilità alla bambina di partecipare alla gita rischierei di creare un precedente e questo non voglio che accada. Anche perché ci sono stati anche altri casi analoghi. Dunque non sarebbe giusto nei confronti degli altri bambini che sono stati esclusi per lo stesso motivo”.
La preside ha poi tenuto a sottolineare che ogni volta che si pianificano gite d’istruzione si muove una macchina organizzativa che deve funzionare nel migliore dei modi: “Ecco perché dobbiamo sapere per tempo quanti saranno i partecipanti Anche un alunno in più potrebbe fare la differenza. Per quanto riguarda la proroga di due giorni agli alunni delle medie c’è stato un problema nel sistema e non potevamo certo mandare a casa coloro che avevano già versato un anticipo”.
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