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Registro elettronico: arriva in Parlamento il caso dei docenti catanesi sanzionati

CobasCobas

Il caso dei docenti della scuola media Maiorana di Catania sanzionati più volte dalla dirigente scolastica per non aver utilizzato il registro elettronico finisce ora in Parlamento.
La vicenda non è nuova e si trascina da un paio di anni.
I docenti sostengono che la scuola non è attrezzata per l’uso del registro elettronico il cui utilizzo non sarebbe stato peraltro deliberato dal collegio dei docenti; nelle aule non sempre esiste la connessione e ai docenti non è neppure stato assegnato un pc o un tablet per poter operare.

L’interrogazione parlamentare del M5S

Il mese scorso un nutrito gruppo di parlamentari del M5S ha depositato alla Camera una interrogazione alla quale il Ministro dovrà dare risposta in Commissione Cultura.

Nella loro interrogazione, i deputati pentastellati sottolineano che “costituisce condizione imprescindibile per l’utilizzazione del registro elettronico il fatto che gli istituti scolastici siano dotati di un’efficiente connessione wireless e di infrastrutture e strumenti informatici tali da consentire ai docenti di operare in classe”

“In relazione al registro elettronico- aggiungono i deputati – tutte le scuole che hanno deciso di provvedere a una simile dotazione avrebbero dovuto necessariamente richiedere il parere consultivo del Garante per la protezione dei dati personali per accertare se la normativa in materia di privacy sia stata o meno rispettata”

Ma, a quanto pare, al Maiorana di Catania non è accaduto nulla di tutto questo e addirittura la dirigente scolastica Elvira Corrao ha irrogato più sanzioni disciplinari nei confronti dello stesso docente per un medesimo fatto giuridico ovvero per la mancata compilazione del registro elettronico.

I deputati osservano che questo modo di procedere rappresenta una palese violazione del “fondamentale e superiore principio del ne bis in idem in virtù del quale uno stesso soggetto non può essere punito più volte per un medesimo fatto giuridico”.

“La dirigente – si legge nella interrogazione – ha reiterato l’esercizio del potere punitivo in relazione ad un fatto già contestato e sanzionato; si è quindi di fronte violazione di legge (in quanto la legge non ha qualificato come obbligatorio l’uso del registro elettronico), anche di eccesso di potere ovvero di cattivo uso del potere amministrativo”.

I deputati del M5S firmatari dell’interrogazione chiedono a questo punto al ministro Bussetti se sia corretto o meno l’operato posto in essere dalla dirigente e quali iniziative abbia intrapreso in merito l’ufficio scolastico regionale della Sicilia consultato per dirimere la questione.

Più in generale i deputati chiedono anche “in che modo il Ministero stia provvedendo a predisporre il piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità di docenti, personale, studenti e famiglie, espressamente previsto e disciplinato dall’articolo 7, comma 27, del decreto-legge n. 95 del 2012, piano necessario e indispensabile anche al fine di superare tutte le problematiche verificatesi in ambito scolastico in materia di utilizzo del registro elettronico”.

Attesa per la risposta del Ministro

Sarà decisamente interessante conoscere la risposta del Ministro perché da troppo tempo e in troppe scuole l’introduzione del registro elettronico sta determinando situazioni di conflittualità e disagio per i docenti che di fatto sono spesso costretti ad inserire i dati dalla propria abitazione, con tutti i rischi che questo comporta.

 

Reginaldo Palermo

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