Sembra essere stata realizzata per un’interpretazione a uso e consumo personale la relazione della Corte dei Conti sui conti della PA nel periodo 2008-2014.
Se per il Partito Democratico si tratta della conferma “dell’inversione di tendenza realizzata dal governo Renzi nel settore dell’istruzione, dopo sei anni di tagli lineari che hanno impoverito in modo profondo la nostra scuola”, la Flc-Cgil non solo sottolinea come l‘organo di controllo dei conti statali abbia avvalorato che la scuola pubblica è “al centro di tagli poderosi, del personale e delle risorse, nelle scelte di ogni governo da dieci anni”, ma nel novero dei governanti da bacchettare colloca anche quelli attuali.
Per leader del primo sindacato nazionale del comparto scuola, Mimmo Pantaleo, non servono “le giustificazioni dettate alla stampa dal sottosegretario Faraone, che vanta una scuola partorita dalla immaginazione di questo governo. Vogliamo rammentare infatti che i redditi si risollevano strutturalmente solo grazie al rinnovo del contratto nazionale e non con i bonus farlocchi, che sembrano mance piuttosto che diritti. E quanto ai docenti assunti, ricordiamo che in buona parte si tratta di stabilizzazioni anche come conseguenza della sentenza della Corte di giustizia europea”.
In conclusione, il segretario della Flc-Cgil ritiene che “la riforma Giannini non ha risolto nessuno dei problemi strutturali, occupazione e redditi, qualità della scuola sollevati anche dalla Corte dei Conti, e questo governo prosegue nella sua opera di propaganda che ormai non convince più nessuno”.
Il sindacato torna anche a parlare di contratto fermo da sei anni e Legge 107/15. “Come abbiamo detto più volte, soprattutto in occasione dello sciopero generale della scuola del 20 maggio, è centrale e decisivo procedere subito al rinnovo dei contratti e cambiare la pessima legge 107 garantendo accesso al sapere per tutti e – conclude Pantaleo – l’innalzamento dei livelli di istruzione”.
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