Tragedia sfiorata in una scuola della provincia di Padova. Qualche giorno fa, prima dell’inizio delle lezioni, due studenti di origine nordafricana si sono affrontati a scuola, e uno dei due ha estratto un coltello. Ad evitare che la situazione degenerasse, il vice preside. Lo riporta PadovaToday.
I due, di solo quattordici anni, avrebbero già avuto tensioni in passato. Il vice preside proprio in quegli istanti si trovava all’esterno della scuola. Il professionista, attirato da un gruppetto di giovani, si è avvicinato per capire cosa stesse succedendo. Dopo aver individuato i due li ha rimpoverati dicendogli che dovevano finirla.
Lo stesso docente, che insegna a scuola religione, ha visto il coltello. E’ riuscito con la massima lucidità a placare gli animi. Il tutto è rientrato nella norma, senza feriti, senza ulteriori situazioni di pericolo per i ragazzi. Il giovane che è arrivato a scuola con la lama è stato denunciato alla Procura dei minori. Dovrà rispondere all’autorità giudiziaria con l’accusa di porto abusivo di armi e minacce aggravate.
“Li ho fulminati con lo sguardo e, mantenendo la calma, ho evitato il peggio”, ha detto a Il Gazzettino. “Ho agito da educatore. Immagino che per qualcuno non fossi tenuto a intervenire, perché eravamo fuori dalla scuola e io non ero in orario di lavoro. Ma come si fa? Non so se quel ragazzino volesse effettivamente fare del male a qualcuno, ma vedere un’arma da taglio mi è bastato”.
“Abbiamo stabilito che bisognasse dare un segnale forte agli studenti, alle famiglie. Per questo, abbiamo deciso di chiamare i Carabinieri”, risponde la scuola. Il vice preside rimane comunque amareggiato: “Il disagio giovanile a cui stiamo assistendo è un fenomeno generale, non una questione particolare. Analizzando l’accaduto, si fa fatica a capire come i ragazzi vogliono risolvere le loro questioni personali. Sembra abbiano una visione della giustizia che non ha nulla a che vedere con l’equilibrio. È solo una legge del taglione”.
Sempre più spesso i ragazzi vengono “beccati” con coltelli: a questo proposito, la richiesta di una dirigente scolastica di Napoli è diventata realtà: nel suo istituto lo scorso 22 gennaio, è stato posto un metal detector all’ingresso. Qui gli studenti sono stati accolti da poliziotti e cani antidroga.
Gli agenti si sono presentati a sorpresa alle otto, prima dell’inizio delle lezioni, accogliendo l’appello della dirigente scolastica. L’intervento dei poliziotti è stato accolto con soddisfazione sia dai genitori che dal corpo insegnante, dopo i numerosi episodi, nei mesi scorsi, di ragazzi trovati in possesso di armi da taglio.
Ecco le parole della preside: “L’uso delle armi tra i ragazzi è diffuso a tutti i livelli, anche in famiglie per così dire ‘insospettabili’. Quello che emerge è che questi minorenni si sono uniformati a una tendenza e se si chiede loro perché utilizzino le armi, la loro risposta è una: ‘per difendermi’”.
“Tante volte ho invocato la necessità di installare dei metal detector a scuola; ho avuto anche un incontro in prefettura su questa e su altre questioni in merito alla sicurezza e ho chiesto di potenziare i controlli delle forze dell’ordine proprio per il possesso delle armi”, ha spiegato.
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