Gentile Ministra,
porgo alla sua attenzione ed a quella di tutto il personale della scuola, una questione che sta assumendo le fattezze da “mercanti nel Tempio”.
Da diverso tempo mi capita di assistere a episodi, che ritengo siano da allontanare da quelle che sono le attività da svolgere all’interno della comunità scolastica. Mi riferisco alle varie iniziative di beneficenza che attraverso enti o associazioni chiedono soldi agli alunni (quindi alle famiglie), nelle forme più disparate (vendita di prodotti, ecc).
Le seguenti proposte indipendentemente dalla finalità della singola associazione, ed anche riconoscendo a ognuna di esse uno scopo benefico (senza voler entrare nei bilanci delle associazioni, se trasparenti o meno) sono dal mio punto di vista impropri all’interno del vivere la scuola.
Lo scolaro che sceglie, di sostenere una causa, associazione o ente deve essere coinvolto da un senso di partecipazione. Queste iniziative benefiche e di volontariato sono da favorire certamente, nei modi che assicurano la partecipazione del personale della scuola e degli alunni, quindi nelle forme che vertono alla finalità educativa con un progetto che porterà i suoi frutti nel tempo.
Intelligenti pauca…
Nel ringraziarla per la sua attenzione che dimostra verso il mondo della scuola, i migliori auguri di buon lavoro.
È difficile individuare il limite che impone al docente, durante la lezione, di non affrontare…
Sono una docente in pensione, da sempre impegnata a promuovere una scuola democratica, inclusiva e…
L’approccio educativo tradizionale attraversa una trasformazione radicale, grazie all’introduzione di tecnologie avanzate, tra cui la…
Riconoscere l’anno 2013 al personale scolastico avrebbe pesanti ricadute sul bilancio pubblico, èevidente.Ma le “ricadute”…
Pier Cesare Rivoltella, docente di Didattica e tecnologie dell'istruzione all’Università di Bologna, spiega alla Tecnica…
Il docente di fisica volto del progetto editoriale "La Fisica Che Ci Piace" Vincenzo Schettini…