Al via la campagna vaccinale del personale scolastico, ma per alcune categorie a rischio il vaccino non è previsto. E’ il caso delle classi di età 1954 e 1955 che sono state completamente dimenticate, quasi siano evanescenti, inconsistenti, eppure quotidianamente si recano presso le proprie scuole (che devono stare aperte) per svolgere il loro ruolo di docenti, educatori, collaboratori amministrativi, collaboratori scolastici etc.
E’ un po’ lo stesso discorso degli insegnanti campani che lavorano fuori regioni, che non possono vaccinarsi né in Campania né in Lazio.
Valter D’Acunto è un educatore in servizio a Formia in una nota stampa fa sapere: “Come noto a tutti è partita la campagna vaccinale per tutto il personale scolastico in servizio, docente e ata, resta però insoluta questa situazione che ha dell’incredibile; a quanto pare in italia non esistono docenti ed operatori scolastici in genere che abbiano più di 65 anni. Le classiche incongruenze del sistema, i docenti trentenni si vaccinano e i 66enni, che magari qualche problemino di salute in più ce l’hanno devono andare a scuola senza sapere come, quando e soprattutto se saranno vaccinati. Personalmente – conclude il D’Acunto – chiederò al mio medico curante di farmi un certificato di esistenza in vita e lo invierò alle autorità competenti, al Preside invece comunicherò la mia indisponibilità a proseguire nell’insegnamento… le ombre non sono abilitate”.
Intanto non si è ancora risolto il problema burocratico degli insegnanti che lavorano fuori Regione.
Gianluca Parisi
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