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Sta dieci ore al giorno al telefono, il papà le toglie Internet per evitare brutti voti: figlia 13enne lo denuncia per maltrattamenti

CobasCobas

Un altro caso di denuncia per maltrattamenti da parte di una ragazzina nei confronti della famiglia, in questo caso del padre. A presentarla questa volta una studentessa di tredici anni, dopo che il padre le ha disattivato la connessione a Internet. Lo riporta Ansa.

La tredicenne del nord Barese ha chiamato il numero di emergenza per l’infanzia, il 114, denunciando di essere maltrattata dai genitori. I fatti – secondo quanto riportato da stampa e tv locali – risalgono a gennaio dell’anno scorso.

Partite le indagini

Da allora è partito l‘iter previsto nei casi di presunta violenza sui minori, con l’intervento di forze dell’ordine, servizi sociali e del reparto di neuropsichiatria infantile. Sulla vicenda la procura di Trani ha aperto un’inchiesta.

Ad ammetterlo, nel corso di un incidente probatorio, sarebbe stata proprio la 13enne secondo la quale dopo le discussioni per i brutti voti le veniva sottratto il telefono cellulare.

Il precedente

Proprio ieri abbiamo trattato il caso di una sedicenne di Frosinone che ha denunciato i suoi genitori perché suo dire le avrebbero fatto violenza psicologica. Loro si sono difesi dicendo di aver agito per farla studiare.

“Devo denunciare mamma e papà”, si è presentata così agli investigatori la ragazzina, stanca di subire le vessazioni dei genitori. Lo ha fatto all’uscita da scuola, accompagnata da un’amica. A suo dire questi ultimi le avrebbero reso la vita impossibile a forza di divieti che riguardavano solo lei, però, e non il fratello poco più grande.

Ma in cosa consisterebbero questi divieti? Vietato uscire di casa, ma prima ancora vietato truccarsi o indossare un certo abbigliamento troppo femminile, vietato frequentare le amiche o recarsi alle feste organizzate dai coetanei. La vita della ragazzina doveva svolgersi soltanto tra casa, scuola e studio.

Ad un certo punto però la minorenne si sarebbe ribellata ed avrebbe cominciato a contestare i genitori dicendo loro quello che pensava veramente. La loro reazione, se possibile, è stata ancora peggiore. Sempre secondo quanto riferito nella dettagliata denuncia, i genitori avrebbero messo in atto delle punizioni che non avevano proprio a che vedere con i mezzi di correzione.

In alcune circostanze le avrebbero impedito di mangiare. Poi l’avrebbero costretta ad alzarsi all’alba per poter svolgere tutte le faccende di casa prima di andare a scuola. Il magistrato, ricevuta la segnalazione e in attesa che vengano espletate tutte le indagini del caso, ha disposto l’allontanamento della ragazza dalla casa familiare in via precauzionale, affidata alla nonna almeno per ora.

I due genitori, però, non ci stanno: entrambi avrebbero respinto tutte le accuse mosse dalla figlia sostenendo di aver svolto soltanto il loro ruolo di educatori. Le punizioni? Certo, hanno detto, sono state date ma quelle che normalmente si danno ad un adolescente che non vuole saperne di studiare o di rispettare determinate regole: togliergli per qualche tempo lo smartphone oppure obbligarli a stare a casa per prepararsi alle interrogazioni.

Redazione

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