TFA, PAS sono acronimi utilizzati per far abilitare i precari. Ma sono anche acronimi che dietro lauti compensi “spennano” i poveri precari, molti dei quali insegnano da tanti anni, a sborsare somme di denaro per frequentare il corso di abilitazione oppure
di conseguimento del titolo di specializzazione sul sostegno, le cui cifre si aggirano intorno ai 3000 euro.
È come dire ai malcapitati precari: vuoi l’abilitazione per poter
insegnare e avere la nomina a tempo indeterminato? Allora paga la “tangente” di Stato e il titolo abilitativo sarà tuo. Infatti i costosi corsi abilitanti e di specializzazione sul sostegno stanno mettendo a dura prova i precari costretti a seguire i corsi, anche nei mesi estivi ammassati come sardine in aule strapiene e senza condizionatori. È veramente una cosa vergognosa, una situazione indecente da terzo mondo che in Italia, Paese se si vuol considerare ancora civile e democratico, simili situazioni non dovrebbero più accadere. E invece, si continua imperterriti a
dare sotto a chi ha veramente bisogno del pane quotidiano per lavorare e mandare avanti una famiglia, sfamare e accudire i figli.
E invece i poveri docenti precari, padri e madri con prole, sono costretti dallo Stato a pagarsi l’abilitazione per poter un domani agognare il contratto a tempo indeterminato nella scuola, cioè quel posto fisso che risolve tutti i problemi.
Mario Bocola
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