
L’assessora a Scuola, Welfare, Terzo settore e Politiche per l’infanzia dell’Emilia Romagna Isabella Conti, prima in Commissione Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità, ha presentato alcune proposte in Regione e poi in conferenza stampa che verranno lanciate nel corso del mandato. Lo riporta Il Resto del Carlino.
Alcune di esse riguardano da vicino la scuola. L’obiettivo complessivo, spiega l’assessora al Welfare, “è azzerare le lista d’attesa per i nidi, contrastare la denatalità, aiutare la conciliazione vita-lavoro aumentando i fondi per i centri estivi e le famiglie. Si tratta di uno stanziamento senza precedenti”.
Le altre idee
Una delle svolte previste, non però nell’anno in corso, è la cosiddetta “spring break” modello Nord Europa, cioè la pausa tra Natale e Pasqua “prolungando la scuola a giugno e settembre”, oltre agli istituti aperti al pomeriggio per aiutare i bimbi a fare i compiti.
Confermata la ferma contrarietà al ridimensionamento scolastico previsto dal ministero: la Regione sarà in prima linea per preservare le autonomie scolastiche e rafforzarne la presenza nelle aree montane e interne a rischio spopolamento. Sempre per questi territori svantaggiati, compresi quelli alluvionati, saranno potenziate le risorse per il diritto allo studio, con particolare attenzione agli studenti provenienti da famiglie a basso reddito.
Modifiche calendario scolastico, un tema molto dibattuto
Sono molte le idee in merito alle modifiche del calendario scolastico che ogni tanto emergono. Durante l’estate in tanti hanno sostenuto la proposta di posticipo di avvio delle lezioni, come il Coordinamento Nazionale Diritti Umani, il quale partendo dal dato oggettivo che “moltissime scuole non dispongono dei climatizzatori nelle aule scolastiche” ha chiesto “di modificare i calendari regionali posticipando l’apertura delle attività scolastiche all’inizio di ottobre/fine di settembre”.
La richiesta, sostenuta anche dall’Anief, è stata pure oggetto di un sondaggio della Tecnica della Scuola, dal quale è emerso il consenso di quasi tutti i partecipanti (circa il 90%), anche se sulle modalità di attuazione, una parte si è mostrata scettica.
C’è però anche chi la pensa diversamente, chiedendo addirittura il ritorno sui banchi ad inizio settembre e di concludere le lezioni attorno al 10 giugno: si tratta di associazioni, come Weworld e Mammadimerda, che per rendere pubbliche le loro ragioni hanno lanciato la campagna ‘Ristudiamo il calendario Emilia-Romagna’, con una petizione su change.org attraverso la quale cui si chiede “l’introduzione delle vacanze di Carnevale” per permettere “di prolungare la fine dell’anno scolastico di un paio di giornate e quindi di ridurre le settimane di chiusura della scuola”.